The wave – l’onda

Sinossi:

Germania, giorni nostri. In un liceo tedesco, all’inizio dell’anno scolastico, è consuetudine organizzare una settimana a tema; al prof. Reiner Wenger, insegnante liberal-progressista molto apprezzato dagli studenti, viene affidato suo malgrado il corso di autarchia e non il solito corso sull’anarchia di cui era da anni il titolare indiscusso.
Dopo aver superato un iniziale dissenso decide di dedicarsi all’argomento proponendo agli studenti un insolito esperimento e facendo questo partendo da una semplice domanda: è possibile che nella Germania contemporanea possa ripetersi un fenomeno di assuefazione di massa ad un regime totalitario come avvenne 70 anni prima con il nazismo?

Di fronte all’ironica e scettica reazione della classe il prof. Wenger dà il via al suo esperimento didattico, inscenare all’interno del gruppo una fantomatica dittatura basata su rigide gerarchie, disciplina e annullamento totale di una qualsiasi forma di individualismo. Nonostante le titubanze di alcuni, gli studenti seguono eccitati la proposta del professore il quale, in seguito a democratiche elezioni, viene eletto leader del movimento. Sempre ascoltando il parere della maggioranza il gruppo sceglierà una propria divisa ( jeans e camicia bianca ) per omologare ogni singolo componente della classe, verranno affiancati gli studenti più bravi con quelli dal rendimento più scarso, si stilerà un rigido regolamento interno ( parlare a voce alta e solo per alzata di mano ) e si sceglieranno un nome ed un simbolo: l’onda. Quindi, sempre per favorire un processo di riconoscimento e identificazione interna al gruppo, si concorda un saluto comune, il gesto dell’onda eseguito con il braccio destro.
In poco tempo la maggioranza della classe si fa coinvolgere oltre modo dall’esperienza dell’onda e sfruttando le moderne tecnologie come internet o più semplici bombolette spray diffonderà il simbolo del movimento sulla rete e su ogni muro o monumento della città. Il gruppo mostrerà una progressiva tendenza a chiudersi in se stesso evitando intromissioni esterne e discriminando coloro che non ne fanno parte ma sviluppando in proporzione inversa una straordinaria solidarietà cameratesca soprattutto a difesa dei più deboli. Lo stesso loro leader, il prof. Wenger, verrà inizialmente catturato dai risultati sorprendenti dell’esperimento modificando in parte proprie abitudini e comportamenti ma presto realizzerà il pericolo a cui può portare un eccessivo coinvolgimento nel progetto. Quando si deciderà ad interrompere l’esperimento capirà che forse potrebbe essere troppo tardi.

Analisi:

Questo film diretto da Dennis Gansel è tratto da un racconto che da vent’anni è lettura obbligata nelle scuole tedesche “Die Welle” di Morton Ruhe. Questo racconto costituisce un’opera di fantasia ma che trae spunto da un fatto realmente accaduto in California negli anni ’60: l’esperimento sociologico in questione, infatti, venne svolto dal prof. Ron Jones nel 1967 alla Cubberley High School di Palo Alto e con risultati sorprendenti; Gansel e il suo co-sceneggiatore Peter Thorwarth hanno fatto di tutto per acquisirne i diritti.
Dennis Gansel non è nuovo nel trattare il tema del totalitarismo e del nazismo nel suo specifico, basta ricordare il lungometraggio da lui diretto “ NApoLA – I ragazzi del terzo Reich” che nel 2003 vinse il premio federale come migliore sceneggiatura e altri vari riconoscimenti tra cui il premio come miglior film al Festival europeo del cinema di Viareggio. Questa sensibilità e questo interesse verso i motivi che possono portare un intero popolo a seguire un’ideologia o comunque un movimento criminale come quello hitleriano nascono, in Gansel, dai racconti della nonna che come altri ottanta milioni di tedeschi fu attratta dal nazionalsocialismo e da Hitler in quanto: “ …era riuscito a far sentire i suoi seguaci tutti uguali, uniti verso lo stesso obbiettivo…”, come racconta il regista stesso. “ The Wave – L’onda” si presuppone specificamente questo scopo ossia dimostrare come un leader ed un’ideologia totalitaria basata sul rispetto di regole rigide e comuni, sull’omologazione assoluta dei suoi membri, sulla rinuncia totale alla propria singola identità ed a ogni forma di particolarismo o di egoismo personale in nome di un identità comune ed unica, possa, anche nei giorni nostri, raccogliere consenso e successo. Il film invita a riflettere su come una società vuota e sterile come quella contemporanea, priva di modelli o ideali da seguire, rappresenti un terreno molto fertile per chi volesse conseguire un vasto consenso popolare incentrato su valori teoricamente nuovi e comuni.
I giovani studenti, protagonisti del film, palesano le solite e sottovalutate problematiche adolescenziali: conflittualità interne alla famiglia, mancanza di dialogo con i propri genitori, rifiuto del mondo degli adulti e sopratutto una disperata ricerca di qualcosa a cui credere e a cui aggrapparsi nel nulla che li circonda e da cui si sentono oppressi. Tim, il ragazzo più timido e indifeso della classe, rappresenta il caso più estremo di quanto appena detto: “l’onda” diverrà ben presto per lui una ragione di vita, un’occasione irrinunciabile per potersi sentire finalmente parte di un gruppo, per poter trovare nell’autoidentificazione in quel simbolo e nel suo leader un modo per riempire quel “vuoto” che nessuno capisce e che i suoi genitori ignorano.
La completezza ed il valore reale del film è, a mio avviso, il saper esporci e rappresentarci sia i lati più apprezzabili di questo esperimento ( come la difesa dei membri più deboli o l’annullamento delle discriminazioni interne ) che le sue degenerazioni che solo due studentesse, Karo e Mona (Jennifer Ulrich e Amelie Kiefer ) sapranno intravedere rifiutando di proseguire con quell’esperienza. Esse percepiranno da subito l’eccessivo fanatismo che guida il resto del gruppo e che porterà i suoi membri a chiudersi e discriminare coloro che non ne fanno parte; un pericolo che il prof. Wenger realizzerà solo dopo aver a sua volta subito il fascino di tale esperienza, un fascino tanto forte da scalfire anche la sua solida e coriacea anima progressista e anarcoide.
“The Wave – l’onda” è un film di ragazzi ma per tutti, un film dal forte peso sociale che come pochi altri nell’ultimo decennio ha avuto la capacità di trasmettere un messaggio tanto forte e chiaro e  soprattutto di alzare le antenne riguardanti i pericoli che questa società da reality e letterine televisive incorre con la sua vacuità e mancanza di valori. Attori sconosciuti ma perfettamente integrati nella parte, una colonna sonora basata su un rock aggressivo per “ il forte impatto che riesce ad avere, per la potenza con cui trascina i giovani d’oggi…” come sostiene lo stesso Gansel e soprattutto la capacità del film di mantenersi all’interno di una sfera apolitica in quanto come afferma ancora il regista “ …nel film si accenna alla politica ma l’onda va ben oltre l’ideologia…”.