Kennedy: Michael Fassbender è Joe Kennedy Sr. nella prima foto della serie Netflix

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Netflix ha svelato una prima immagine dal dietro le quinte della nuova serie Kennedy, confermando Michael Fassbender nel ruolo di Joe Kennedy Sr., patriarca di una delle famiglie più influenti del Novecento. Il progetto si presenta fin da subito come un drama storico ambizioso, capace di intrecciare politica, potere e dimensione privata, con un focus sulle origini di una dinastia che ha segnato profondamente la storia americana.

Secondo le informazioni diffuse, la serie amplia significativamente il proprio cast con ben 13 nuovi ingressi ricorrenti, affiancando Fassbender e Laura Donnelly (Rose Kennedy). Tra i personaggi centrali troviamo anche Nick Robinson (Joe Kennedy Jr.) e Joshuah Melnick (un giovane John Fitzgerald Kennedy). Il racconto si arricchisce inoltre di figure storiche cruciali come Winston Churchill, Franklin D. Roosevelt e J. Edgar Hoover, segnalando una chiara volontà di collocare la vicenda familiare nel cuore dei grandi equilibri geopolitici del XX secolo. La serie è tratta dal saggio JFK: Coming of Age in the American Century, 1917-1956 e prodotta dallo showrunner Sam Shaw.

Questa operazione non è soltanto un biopic seriale, ma un tentativo esplicito di costruire una narrazione sistemica del potere. Netflix sembra voler replicare il modello di serie come The Crown, spostando però il focus dalla monarchia britannica alla mitologia politica americana. La differenza sostanziale è che qui il racconto parte dalle origini, dagli anni ’30, e si concentra sull’ascesa, sulle fratture interne e sulle tensioni che hanno definito l’identità pubblica e privata dei Kennedy. In altre parole, non solo storia, ma costruzione del mito.

La costruzione del mito Kennedy tra politica, famiglia e tragedia

La prima stagione, composta da otto episodi e attualmente in produzione a Londra sotto la regia di Thomas Vinterberg (Il sospetto, Un altro giro), si concentrerà sull’ascesa di Joe e Rose Kennedy e dei loro nove figli. Il fulcro narrativo sarà il giovane Jack, destinato a diventare John F. Kennedy, ma inizialmente schiacciato dall’ingombrante figura del fratello maggiore Joe Jr., il “predestinato”.

L’introduzione di personaggi come Charles Lindbergh o Neville Chamberlain suggerisce una forte interconnessione tra la storia personale dei Kennedy e i grandi eventi internazionali che precedono la Seconda guerra mondiale. Questo consente alla serie di muoversi su due livelli: da un lato il dramma familiare, dall’altro la costruzione di una leadership politica in un contesto globale instabile.

Dal punto di vista teorico, la serie potrebbe esplorare un tema centrale: il potere come eredità e come costruzione narrativa. Joe Kennedy Sr. non è solo un padre, ma un architetto del destino dei propri figli, e questo apre a dinamiche drammatiche complesse, tra ambizione, controllo e sacrificio. Allo stesso tempo, la presenza di figure femminili come Rose ed Eunice Kennedy potrebbe offrire una prospettiva meno esplorata, ampliando il racconto oltre la dimensione maschile del potere.

Se manterrà queste premesse, Kennedy potrebbe diventare per Netflix ciò che The Crown è stato per la monarchia britannica: una lente narrativa capace di ridefinire la percezione pubblica di una dinastia, trasformando la storia in racconto contemporaneo.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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