Uno degli elementi che ha reso Game of Thrones un fenomeno globale è la sua capacità di intrecciare epoche lontane della storia di Westeros in un unico, coerente mosaico narrativo. A Knight of the Seven Kingdoms dimostra di aver ereditato pienamente questa lezione, grazie a un sottile Easter egg legato a Jon Snow che rafforza il legame con la serie madre e con l’universo creato da George R. R. Martin.
Il riferimento emerge nel terzo episodio della stagione, intitolato The Squire, che segna il giro di boa della serie e introduce uno dei collegamenti più significativi con la mitologia di Westeros. Un dettaglio apparentemente marginale, ma destinato a pesare enormemente sul piano del lore.
La profezia nel mercato e il destino di Dunk ed Egg
Durante una passeggiata al mercato, Dunk ed Egg vengono fermati da una veggente. La donna predice a Dunk un futuro di grande successo, “più ricco di un Lannister”, una frase volutamente vaga. Ma è la profezia rivolta a Egg a cambiare completamente il tono della scena: il ragazzo, secondo la veggente, diventerà re e morirà “in un fuoco ardente”, lasciando che i vermi si nutrano delle sue ceneri.
Gli spettatori meno esperti potrebbero archiviare la scena come semplice colore folkloristico, ma per i lettori dei racconti di Dunk ed Egg il riferimento è chiarissimo. La profezia allude alla Tragica Notte di Summerhall, uno degli eventi più oscuri e cruciali della storia dei Targaryen, destinato a segnare la fine di Egg — futuro re Aegon V — e dello stesso Dunk.
Summerhall, Rhaegar e il legame diretto con Jon Snow
Il vero colpo di genio sta però nel motivo che porta i Targaryen a riunirsi a Summerhall. Lì si celebra la futura nascita di un discendente reale: Rhaegar Targaryen. È proprio Rhaegar Targaryen a essere rivelato in Game of Thrones come il padre di Jon Snow, trasformando quell’evento lontano nel tempo in un nodo fondamentale della sua origine.
In questo modo A Knight of the Seven Kingdoms non si limita a raccontare una storia autonoma, ma si inserisce con precisione chirurgica nel canone della saga, dimostrando che la serie è molto più di uno spin-off. Un’eredità narrativa che conferma la volontà di HBO di trattare Westeros come un universo stratificato, dove ogni dettaglio può avere conseguenze secoli dopo.
La serie è attualmente disponibile su HBO Max, e con questo episodio ribadisce di essere una degna erede di Game of Thrones, capace di parlare sia ai nuovi spettatori sia ai fan più attenti al dettaglio.
