pedro pascal the mandalorian

Il suo personaggio in The Mandalorian ha fatto impazzire tutti i fan di Guerre Stellari e non, questo cacciatore di taglie imperturbabile, algido, silenzioso, che non toglie mai l’elmo che gli copre il volto in tutti e gli otto episodi della serie, è già un cult. Pedro Pascal, conosciuto dal pubblico per i suoi iconici ruoli ne Il Trono di Spade (Oberyn Martell) e Narcos (Javer Pena), è il personaggio del momento.

 

La serie, creata da Jon Favreu e Dave Filoni, racconta di un mercenario rimasto orfano e cresciuto da quello che resta di un popolo sfuggito alle angherie dell’Impero, i mandaloriani, appunto. Le ambientazioni ricordano i film di Sergio Leone e Akira Kurosawa, (come dichiarato dallo stesso Pascal), e la tecnica usata sul set, la stagecraft, potrebbe essere l’inizio della rivoluzione cinematografica. Infatti quella che la Disney sta sperimentando da cinque anni, usandola a piccole dosi anche in Solo: A Star Wars Story, in The Mandalorian ha costituito il 90% della scenografia.

Si tratta di riprodurre in maniera virtuale le ambientazioni, in questo modo l’attore non avrà intorno il famoso telo verde, dove poi vengono ricreate le scene in Cgi, ma si ritroverà immerso in vero e proprio set, seppur virtuale. Anche grazie alla serie di Favreau e Filoni,  punta di diamante della piattaforma, Disney+ ha già registrato più di 50 milioni di abbonati in tutto il mondo, un vero e proprio successo.

Abbiamo chiesto al diretto interessato, Pedro Pascal, come è stato lavorare a questa serie, durante una telefonata via Zoom, in pieno stile lockdown.

Intervista a Pedro Pascal, protagonista di The Mandalorian

Lei è il protagonista di quello che è stato definito il più bel Guerre Stellari da tempo, ma non mostra mai il suo volto. Le dispiace un po’?

“No, non mi dispiace, fare parte di questo progetto e essere entrato in questa grande famiglia è una sensazione bellissima. Io sono il piccolo pezzo di un puzzle enorme che costituisce il successo e la riuscita di questa serie, non avete idea di quanto lavoro ci sia dietro e quante persone di talento siano parte dell’ingranaggio”.

Ci racconta come è stato recitare costantemente con il volto coperto?

“È stato diverso, ma per chi come me viene dal teatro, è stato come un rendezvous con un vecchio amico. L’esperienza sul palco ti aiuta ad imparare a saper usare tutto il tuo corpo come veicolo di emozioni, è la disciplina della recitazione, per il mio Mandaloriano ho usato la voce e la fisicità per dare spessore al mio personaggio, con una fessura come visuale”.

L’esperienza con lo stagecraft invece è stata strana?

“È stata stranissima, ma anche lì, tutte le persone che sono dietro a questa innovazione tecnologica, mi hanno aiutato a farne parte. Ho messo insieme questi scenari che evocavano Sergio Leone, il senso di grande moralità dei samurai di Kurosawa come suggerito da Jon (Favreau) con le tecniche teatrali della mia esperienza e ho dato spessore al mio personaggio”.

Questo Mandaloriano ha un trascorso simile al suo per alcune cose, si è rivisto in lui?

“Siamo molto diversi ma comparandolo a Star Wars anche i miei genitori sono fuggiti da un “regime imperiale”- dice ridendo– “La mia storia l’ho capita con consapevolezza mentre crescevo, chi era la mia famiglia e come è stata la mia infanzia”

Guerre Stellari è un franchise enorme con milioni di fan in tutto il mondo, non ha avuto un po’ paura ad iniziare questa avventura?

“Ho avuto paura di deludere i fan all’inizio ma poi quando ho capito cosa stavamo realizzando non ci ho più pensato, si raccontano tante storie sui fan di Guerre Stellari, io posso solo dire che mi sento come se mi avessero invitato a far parte di un club, con tantissimi iscritti eppure dall’aria familiare e, in famiglia, si sa, ci si protegge e ci si vuole bene. È una sensazione meravigliosa davvero”.

La serie ha già pronta una seconda stagione che sono riusciti a girare prima dell’emergenza del Coronavirus e il 4 maggio in occasione dell’annuale Star Wars Day (May The Fourth), uscirà sulla piattaforma una sorpresa per i fan, Disney Gallery: The Mandalorian, un documentario che racconta il dietro le quinte della serie, la lavorazione e le tecniche usate, il tutto raccontato dai protagonisti. In attesa di rivederlo nei panni di questo polveroso mandaloriano, Pascal sarà al cinema (si spera presto) nel nuovo Wonder Woman 1984, in cui interpreterà il perfido Max Lord, questa volta a viso scoperto.