Dopo una prolungata gestazione, a partire dal prossimo 27 giugno, arriva finalmente nelle sale italiane La cosa, il tanto atteso prequel dell’omonimo film di Carpenter (a sua volta remake de La “Cosa” da un altro mondo) di Howard Hawks) e uscito negli Usa nell’Ottobre del 2011.

 
 

A distanza di tre decenni, il regista Matthijs van Heijningen Jr si avventura in un territorio insidioso, scegliendo di ricostruire gli antefatti che avevano ispirato il camaleontico e onirico capolavoro di Carpenter.

L’idea – in origine un po’ stridente – aveva fatto impallidire i cultori di un cinema alto, brillante nella sua nudità, la cui struttura sporca ne ha costruito l’incontestabile prestigio. Carpenter attraverso i suoi cruenti effetti speciali, metteva in rilievo il marciume dei rapporti umani ormai affetti da ipocrisia e paranoia. Un cocktail di fantascienza e horror per espletare un’inconfutabile verità filosofica. Sarà lo stesso intento creativo a muovere il prequel?

Matthijs van heijningen sceglie di preservare l’imprinting originario, cercando di non staccarsi troppo dalla pellicola carpentiana, pur non utilizzando l’originale colonna sonora di Ennio Morricone.

Uno sci-fi ambientato tra gli straordinari ghiacci dell’Antartide, dove una squadra di scienziati – tra i quali esploderà una contagiosa pandemia – si mette sulle tracce di un singolare alieno mutaforma capace di trasformarsi in una copia perfetta di qualsiasi essere vivente, pur mantenendo inalterato il suo carattere disumano. La paleontologa Kate Lloyd (Mary Elizabeth Winstead) unitasi al team scientifico norvegese impegnato nel ritrovamento della navicella spaziale extraterrestre, scova tra i ghiacci “La cosa”, lo spaventoso organismo dalla natura equivoca apparentemente morto, ma che sta solo aspettando il momento giusto per risvegliarsi, liberarsi dalla sua prigione ghiacciata e spargere terrore tra gli esseri umani, nel mostruoso tentativo di sopravvivere e diramare le sue propaggini.

Riusciranno Kate e il pilota dell’equipaggio Sam Carter (Joel Edgerton) a debellare la sua inarrestabile furia letale?

E nel frattempo La cosa reggerà l’astruso confronto con il portento carpenteriano, cult ormai sedimentato nelle nostre memorie?

Staremo a vedere.