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Raccontare la guerra al cinema è sempre stato un obiettivo rischioso, in quanto pur se si ha l’intenzione di realizzare un film antimilitaristico si rischia facilmente di sfociare nell’estetizzazione di tali eventi. La conseguenza è dunque quella di rendere affascinanti quelle situazioni e quei contesti verso cui si cerca invece di muovere una critica. Anche i più grandi autori, una volta cimentatisi con tale genere cinematografico, hanno spesso finito con il cadere in questa trappola. Diventa però interessante analizzare come la guerra venga raccontata in base al periodo storico vigente. Per 1917 (qui la recensione), il film del 2019 di Sam Mendes, tale racconto non poteva che avere luogo attraverso le dinamiche del videogame.

 

Sempre più negli ultimi decenni i videogiochi e le loro dinamiche hanno influenzato il cinema (dopo essere stati a loro volta influenzati proprio dalla settima arte). In particolare, videogiochi di guerra come Call of Duty o Warzone hanno offerto ai gamer di entrare nel vivo di un contesto bellico, quasi potendolo vivere in prima persona. È proprio questo punto di vista a farla da padrone in 1917, notoriamente costruito come un lungo piano-sequenza che segue i due protagonisti nelle loro peripezie sul campo di guerra. Oltre a questa visuale da videogioco, però, vengono ripresi elementi come livelli, ostacoli da superare e missioni da portare a termine.

Tutto in 1917 rimanda dunque all’esperienza videoludica, la quale ha la piena preminenza rispetto alla Storia, la quale rimane invece sullo sfondo. Quello raccontato da Mendes non è infatti un episodio noto della Prima guerra mondiale, anzi non è neanche del tutto ispirato ad eventi reali. L’importante, per il regista, è proporre una visione di quel contesto legandola a dinamiche narrative ed estetiche a cui si è sempre più abituati grazie alla diffusione dei videogiochi. Una scelta che si pone in aperto contrasto con le critiche all’estetizzazione della guerra, ma che permette di riflettere ulteriormente su quanto tali dinamiche siano sempre più parte dell’odierno linguaggio mediale. Ma andiamo con ordine.

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La trama e il cast di 1917

Protagonisti del film sono i caporali britannici Schofield (George MacKay) e Blake (Dean-Charles Chapman), i quali vengono scelti per portare a termine un’ardua missione: attraversare l’ostile territorio nemico per consegnare un messaggio al colonnello Mackenzie (Benedict Cumberbatch) e al suo battaglione di 1600 uomini, tra cui il fratello di Blake, Joseph (Richard Madden). Così facendo, impedirebbero ai soldati di cadere in una trappola mortale, ordita dai nemici tedeschi. Ma l’impresa è al limite del possibile, perché il tempo per svolgerla è poco e il territorio da attraversare è impervio, ricco di pericoli e nemici pronti all’attacco. I due amici, tuttavia, sono disposti a tutto pur di portare a termine l’incarico.

Oltre agli attori qui citati, nel film compaiono anche gli attori Mark Strong nei panni del capitano Smith, Andrew Scott in quelli del tenente Leslie e Colin Firth in quelli del generale Erinmore, l’uomo che affida a Schofield e Blake l’ardua missione. Per soddisfare le richieste del regista, il quale desiderava girare il film con una serie di piani sequenza, il cast, e con loro la troupe, si sono dovuti sottoporre a lunghe sessioni di prove al fine di imparare nei minimi dettagli i movimenti e le battute previste. Un singolo errore comportava infatti la necessità di rifare da capo l’intera ripresa. Le lunghe prove sono così servite a quanti hanno lavorato al film ad acquisire dimestichezza con quanto previsto da copione.

La vera storia dietro 1917

Come anticipato, quella di 1917 non è una storia propriamente basata su eventi reali, per quanto il contesto storico ovviamente lo sia. Mendes, però, ha in effetti preso ispirazione su alcuni reali avvenimenti, raccontatigli da suo nonno Alfred Hubert Mendes, il quale aveva combattuto per due anni sul fronte francese. Tali racconti sono inoltre contenuti nel volume L’autobiografia di Alfred H. Mendes. 1897 – 1991. Stando a quanto raccontato da Alfred H. Mendes, egli entrò in guerra nel 1916 all’età di 17 anni. Tra i suoi primi incarichi vi fu realmente quello di consegnare importanti messaggi. Contrariamente al personaggio protagonista del film, tuttavia, egli era piuttosto basso e aveva così la fortuna di potersi nascondere tra la nebbia o nella vegetazione.

Leggi qui 10 curiosità sul film 1917

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1917, film o videogioco di guerra?

Alla luce della trama e delle sue ispirazioni, è più facile comprendere quanto il racconto del film si adatti perfettamente alle dinamiche e ai tempi di un moderno videogioco di guerra. Certo, sono anni ormai il cinema attinge da tali dinamiche di gioco, basti pensare al capostipite Ricomincio da capo (1993), a Elephant (2003), Source Code (2011) o Edge of Tomorrow (2014). Mendes, però, si spinge ancor più in là, portando tali meccaniche all’interno di un genere classico come quello di guerra, stravolgendo l’idea che tali film debbano prima di tutto contenere un forte messaggio etico. Questo, in 1917, appare invece più smorzato rispetto all’esaltazione estetica, che non si limita alle dinamiche narrative o alle tecniche di ripresa ma anche a tutti gli altri reparti che compongono il film.

1917 è dunque più un film o più un videogioco di guerra? Se fosse quest’ultimo, sarebbe subito da notare l’impossibilità di quell’interazione che è invece alla base dell’esperienza e del legame tra videogioco e videogiocatore. Piuttosto, si potrebbe affermare di trovarsi di fronte ad un gameplay che può solo essere guardato, ma con il quale non si può avere nessun coinvolgimento diretto. Ciò porta 1917 sì rimanere nell’ambito del cinema come arte di cui poter fare esperienza ma non in modo interattivo, ma ad essere comunque un film con un linguaggio non comune, di fatto affermandosi come un ibrido tra le due forme d’arte. Per tutta la sua durata il film ribadisce tale convivenza, contribuendo ad abbattere i confini che fino ad oggi hanno tenuto separati cinema e videogiochi.

Il trailer di 1917 e dove vedere il film in streaming e in TV

Per poter formulare un proprio giudizio sulla base dell’analisi qui proposta, non resta che vedere 1917, è il quale è fruibile grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Google Play, Apple iTunes, Now, Tim Vision, Netflix e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente, in prima visione assoluta, nel palinsesto televisivo di giovedì 6 aprile alle ore 21:20 sul canale Rai 2.

Fonte: IMDb, Wired

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