Black Phone: la storia vera che ha ispirato il film

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Black Phone (leggi qui la recensione) è stato un film sorprendente e di grande successo nel 2022, diventando non solo una delle uscite horror più popolari dell’anno, ma anche un successo al botteghino. Basato sull’omonimo racconto breve dello scrittore Joe Hill, il film del regista Scott Derrickson vede Ethan Hawke nei panni di un rapitore di bambini/serial killer della fine degli anni ’70 soprannominato “Il Rapace”. Con il passaggio del film ai servizi di streaming, un nuovo pubblico, oltre ad alcuni spettatori che lo hanno rivisto, ha divorato il film, con alcuni che si sono chiesti se la storia fosse basata su fatti reali.

I serial killer esercitano da tempo un fascino morboso sul pubblico. Considerando che Black Phone è ambientato alla fine degli anni ’70, il periodo d’oro di noti serial killer reali come John Wayne Gacy, Ted Bundy e David Berkowitz, è facile immaginare che Il Rapace si inserisca perfettamente in quell’epoca. Tuttavia, Hill, che ha scritto la storia su cui è basato il film, ha poi chiarito le cose, spiegando quali sono state le sue fonti di ispirazione e quanta realtà ci sia effettivamente in Black Phone.

Di cosa parla Black Phone?

Basato sul racconto breve di Joe Hill del 2004, Black Phone è incentrato su Finney Blake (Mason Thames), un ragazzo di 13 anni che viene rapito da Il Rapace (Hawke). Viene poi tenuto prigioniero in uno scantinato insonorizzato che contiene un telefono nero a disco scollegato. L’uomo dice a Finney che il telefono non funziona, ma il ragazzo scopre che, per una strana circostanza, può usarlo per comunicare con le precedenti vittime del killer. Così, inizia a collaborare con i loro spiriti per cercare di fuggire.

Questo rende la storia di Black Phone soprannaturale, anche se Il Rapace stesso è solo un normale assassino. Ciò permette però a Finney di usare i consigli delle vittime dell’assassino a suo vantaggio e porre fine al suo regno di terrore. Allo stesso modo, sua sorella sembra avere poteri soprannaturali, e questa preveggenza le permette di aiutare a trovare il fratello rapito. Questo elemento della trama aggiunge dunque una sfumatura soprannaturale a un film horror altrimenti realistico. Infatti, quando si escludono i fantasmi e i poteri psichici, ci sono somiglianze con diversi killer reali in Black Phone.

Black Phone film 2022

 

Joe Hill ha tratto ispirazione da serial killer reali

In un’intervista a Vanity Fair, Hill ha spiegato che, sebbene la sua storia tragga ispirazione da serial killer reali dell’epoca, Black Phone non è basato su alcun caso reale. Ciò ha senso, poiché alcuni degli elementi originali della sua storia riflettono tratti caratteriali simili a quelli di killer famosi come John Wayne Gacy. Ad esempio, Il Rapace lavora come clown part-time. Questo lavoro era qualcosa per cui Gacy era noto, rendendo il suo particolare passatempo particolarmente inquietante sin da allora. Nel racconto breve di Joe Hill, inoltre, Il Rapace è un uomo corpulento che usa il suo aspetto per approfittare della gentilezza di Finney.

In questo il racconto differisce da come si svolge il rapimento nel film, il che è solo l’ennesimo esempio di come gli adattamenti cinematografici dei libri possano apportare modifiche ai personaggi per adattarli meglio alla direzione del film. Naturalmente, questo design riflette anche il vero Gacy, che era notevolmente corpulento. Un altro killer simile di quel periodo era Dean Corll, conosciuto localmente anche come “The Candyman”. Corll era noto per procurarsi giovani adolescenti, che catturava e torturava prima di ucciderli. Anche se Il Rapace non suggerisce la brutalità dei crimini di Corll, è comunque molto simile a lui a modo suo.

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Black Phone incorpora anche elementi dell’infanzia del regista

Dopo aver lasciato Doctor Strange nel Multiverso della Follia, Scott Derrickson ha concentrato la sua attenzione su Black Phone. Ciò ha comportato la modifica di alcuni elementi del racconto breve, cambiandoli per renderli più personali e quasi autobiografici, in un certo senso. In questo modo si riflettono ulteriormente i crimini reali che hanno ispirato Il Rapace. Scrivendo la sceneggiatura con il co-produttore C. Robert Cargill, Derrickson si è sentito ispirato dal modo magistrale in cui lo scrittore ha intrecciato una storia di fantasmi inquietante con un racconto di speranza e perseveranza. Così, il regista ha dunque deciso di attingere anche alla sua giovinezza in Colorado negli anni ’70.

Scott Derrickson the black phone

Ciò includeva il bullismo e gli abusi inflitti a lui e ai suoi amici. Il regista voleva infatti che il film rappresentasse un elemento di trauma infantile che fosse familiare ma non troppo violento. Alla fine, Derrickson ha ribadito che Black Phone è una storia di speranza e di consapevolezza di essere molto più forti di quanto si pensi. Il film è inquietante ed emotivamente devastante, ma finisce anche con una nota più edificante rispetto ad altri film horror. Anche se non tutti gli elementi della storia di Hill sono stati adattati per il grande schermo, lo scrittore ha lavorato a stretto contatto con il regista su alcuni aspetti del film, rendendolo davvero un lavoro di collaborazione.

Il sequel Black Phone 2 si discosta molto dalla realtà

Uscito quattro anni dopo l’originale, Black Phone 2 di Scott Derrickson riprende analogamente la storia anni dopo gli eventi del primo film. Finney è ora più grande, ma la presenza di Il Rapace continua a tormentarlo. Il cattivo inizia infatti a perseguitarlo e ad attaccarlo nei suoi sogni e, nonostante la sua apparente morte, minaccia di uccidere Finney stesso dall’aldilà. Questa impostazione si concentra sugli elementi soprannaturali visti nel primo film, ma sposta la narrazione rendendo Il Rapace apertamente paranormale.

In effetti, con questo sequel ci sono molte somiglianze tra il villain e l’icona dei film horror Freddy Krueger, che è a sua volta una sorta di demone dei sogni. Se questa era l’intenzione, allora si chiude il cerchio delle ispirazioni reali per entrambi questi killer cinematografici. Krueger è stato in parte ispirato dai numerosi scandali di abusi su minori avvenuti negli anni ’80, anche se i film hanno attenuato la portata delle sue aggressioni cinematografiche fino al remake Nightmare del 2010. Molti di questi scandali di abusi sono avvenuti non molto tempo dopo che Dean Corll e John Wayne Gacy sono stati scoperti, il che amplia il bacino di ispirazioni per Black Phone.

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Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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