Ghost Cat Anzu: continua la collaborazione tra Adler Entertainment e Dynit

Al cinema solo il 9,10 e 11 Marzo il nuovo dei registi Nobuhiro Yamashita e Yôko Kuno

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Continua la collaborazione tra Adler Entertainment e Dynit per portare sul grande schermo, con la collana Animagine, film d’animazione giapponesi mai arrivati nei nostri cinema. Ghost Cat Anzu è tratto dal manga Bakeneko Anzu-chan di Takashi Imashiro, ancora inedito in Italia, che si ispira alla mitologia tradizionale giapponese per creare un racconto di formazione arricchito di realismo magico.

Ghost Cat Anzu

La trama di Ghost Cat Anzu

Uno dei temi più ricorrenti nell’animazione giapponese è il lutto infantile, l’accettazione della perdita di una persona cara fin dall’infanzia. Lo abbiamo visto più volte, ad esempio, nelle opere dello Studio Ghibli, che sembra essere la principale ispirazione anche di questo film. La protagonista è Karin, una bambina di undici anni che ha perso la mamma, vive quindi con suo papà Tetsuya, non un genitore modello visto che è indebitato con degli strozzini. Quando suo padre, che vive in un tempio buddhista di una cittadina di campagna vicino a Tokyo, si rifiuta d’aiutare con un prestito di soldi suo figlio Tetsuya, il giovane uomo lascia Karin al tempio, promettendo di tornare per l’anniversario della morte della madre. La figlia si ritroverà quindi a trascorrere l’estate dal nonno paterno accompagnata da un gatto rosso enorme di 37 anni che parla e si comporta come un umano.

Questa misteriosa creatura si chiama Anzu, in origine era il gatto del nonno monaco, ma ora è troppo vecchio, troppo grosso e troppo simile ad un uomo. Cammina su due zampe, usa il cellulare, guida un motorino senza patente, lavora come massaggiatore e gioca anche d’azzardo. Anzu è amico di due ragazzi preadolescenti del posto e ma anche di alcuni yōkai come un enorme rana e un fungo umanoide. Karin è inizialmente triste della situazione, ma alla fine parte con Anzu per Tokyo quando suo padre non torna nel giorno stabilito. Nella capitale giapponese la protagonista inizialmente spera solo di visitare la tomba di sua madre, ma aiutata dal Dio della Povertà, lei e il gatto rosso andranno nella terra dei morti, attraverso un water, e scateneranno un uragano di conseguenze imprevedibili.

Ghost Cat Anzu film

La sceneggiatura di Shinji Imaoka è episodica ma con un tema generale che è quello di una bambina che arriva a vivere in un posto nuovo e accetta la compagnia di un yōkai. Il nome preciso è bakeneko, che non è un fantasma, ma un tipo di spirito a forma di gatto che si solito è in possesso di abilità metamorfiche simili a quelle di kitsune e tanuki. Ancora una volta, troviamo quindi creature fantastiche del folklore giapponese, con un’ambientazione rurale e la stagione estiva come periodo di transizione per una preadolescente che sta crescendo. In questo film d’animazione non si vedono solo gli yōkai ma anche tanti demoni tutti colorati, che Karin, mentre ritroverà la madre defunta che cercherà di riportare sulla terra dei vivi, farà scappare dall’oltretomba creando diversi casini ma che alla fine si risolveranno grazie anche all’aiuto di Anzu e dei suoi amici spiriti.  

Un omaggio a Doraemon e non solo

Ghost Cat Anzu è realizzato dallo studio Shin-Ei Animation, conosciuto come uno dei principali studi di animazione del Giappone. Questo studio in passato ha collaborato alla realizzazione di serie famose come Doraemon e Crayon Shin-chan, questa società ha anche prodotto un gran numero di film d’animazione, tra cui quelli del giovane Hayao Miyazaki e di Isao Takahata. Il film è un’esperienza piacevole, con animazioni in rotoscopio, una tecnica non così comune negli anime, che crea movimenti ben eseguiti e intriganti. Ci sono molti tocchi comici basilari ma efficaci, c’è solo un problema principale è che la trama perde profondità a causa della sua natura aneddotica. Per concludere questo non è un grave se l’obiettivo è semplicemente quello di divertirsi guardando un film con per protagonisti una bambina e il suo insolito e strano enorme gatto parlante. 

Simona Tavola
Simona Tavola
Laureata in Scienze dei beni culturali all’Università degli Studi di Milano con indirizzo di Teatro e Cinema. Da sempre appassionata della settima arte ha conseguito il Master di primo livello in critica giornalistica per lo spettacolo presso l’Accademia Nazionale d’Arte drammatica Silvio D’Amico. In passato ha collaborato con varie testate online ( That's All Trends, ArteSettima, Recensito e The Hot Corn Italia ) invece dal 2023 scrive per Cinefilos.it. Dal 2021 al 2023 ha svolto il ruolo di Social Media Manager del sito di Banquo Magazine.
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