Drive un film di Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling, Carey Mulligan, Bryan Cranston, Christina Hendricks, Ron Perlman e con Oscar Isaac e Albert Brooks

Trama:

DRIVER ha più di un lavoro:  è un  esperto meccanico,  fa lo stuntman e accompagna rapinatori sul luogo del delitto garantendo loro una fuga a tempo di record. Conosce e si innamora di Irene, una vicina di casa, e si prende cura  di suo figlio Benicio. Irene però è sposata e quando il marito, Standard, esce dal carcere la situazione precipita.  Standard è indebitato con dei criminali che minacciano lui e la sua famiglia. DRIVER,  per proteggere Irene e Benicio, decide  di fare da autista  a Standard per il colpo finale che dovrebbe sistemare la situazione, ma gli eventi prendono una piega inaspettata…

Recensione: 

Il decantato Drive del bravissimo Nicolas Winding Refn arriva anche in Italia, in 300 copie, con tutte le aspettative che gli hanno messo addosso i critici che l’hanno già visto a Cannes e soprattutto la Palma alla regia per l’olandese Refn. Il film, con atmosfere che ricordano molto gli anni ’80, e un cast in stato di grazia racconta con ansiolitica lentezza una storia cruda e nemmeno troppo complessa, ma sullo schermo straordinaria.

Una città cupa, almeno quanto gli animi dei protagonisti, fa da perfetta cornice a un uomo con la sua auto e a tutta la violenza che riesce a scatenare la vendetta e la paura, ma anche l’amore. Un amore che per brevissime sequenze regala al film una profondità emotiva davvero impensabile, un contrasto interessante che impreziosisce la storia. Grande importanza viene data alla musica, molto invadente ed onnipresente che aiuta la costruzione della suspance, cifra distintiva si dall’inconsapevole inizio.

Bellissime le interpretazioni, a partire dalla delicata Carey Mulligan, passando dal truce Ron Perlman, fino al grande silenzioso protagonista, Ryan Gosling che ipnotizza con i suoi silenzi e folgora con le sue parole. Intrecciando in diversi punti il presente con il prossimo futuro, Refn realizza una struttura filmica molto dinamica, che non sacrifica il peso e la durata di ogni inquadratura e che coinvolge e stravolge.

Lo scoppio della brutale violenza che si concentra in diversi momenti paralizza e disgusta ma mai ci fa mettere in dubbio la fondamentale gentilezza di questo laconico Driver. Con una grande leggerezza Refn si muove sia nello stretto abitacolo di una macchina sia alle sue spalle, segue con movimenti fluidi i personaggi in camere e corridoi, senza mai alterare il suo racconto anche quando il sangue scorre a fiumi.

Belle le luci, cupe e calde, che raccontano, insieme agli intensi sguardi di Gosling una vita in bilico.