Appunti di un venditore di donne film

Autore di appassionanti gialli come Io uccido, Niente di vero tranne gli occhi e Io sono Dio, Giorgio Faletti ha pubblicato nel 2010 il romanzo Appunti di un venditore di donne, cupa storia di intrighi e misteri nella Milano degli anni Settanta. Quel libro, a lungo tra i più venduti in Italia, è ora pronto per trasformarsi in un film per la regia di Fabio Resinaro, già celebre per aver diretto Mine e Dolceroma. Prodotto dalla Eliseo Multimedia di Luca Barbareschi, il film sarà trasmesso in prima visione su Sky Cinema a partire dal 25 giugno alle 21:15.

Interpretato da Mario Sgueglia, Miriam Dalmazio, Libero De Rienzo, Paolo Rossi, Francesco Montanari e Michele Placido, il film ha per protagonista Bravo, un venditore di donne segnato nell’anima da una vergognosa mutilazione. La sua storia ha inizio una mattina come un’altra, quando dopo essere uscito dall’Ascot Club, dove ha fatto nottata giocando d’azzardo e facendo uso di droghe, conosce Carla. Nutrendo un conturbante sentimento per lei, decide di introdurla nel suo giro, non immaginando cosa accadrà da lì a breve nella sua vita.

Ad aprire la conferenza stampa è il regista Fabio Resinaro, che racconta la realizzazione dell’adattamento, le sfide incontrate e gli obiettivi raggiunti. “Il romanzo – afferma il regista – presenta delle descrizioni straordinarie di personaggi, eventi e di tutta un’epoca. Girare un film in costume non è mai facile, ci siamo dovuti scontrare contro una serie di muri. Però volevo girare come se fossimo ancora negli anni Settanta, senza pormi alcun limite. Ho portato tutti ad immergersi in quel periodo difficile e spero che anche lo spettatore potrà sentirsi altrettanto coinvolto da questa ricostruzione. È un film notturno, che parla di criminali, di disobbedienti. L’atmosfera era tutto per poter trasmettere ciò.

“Quando uscì il libro, me lo proposero per farne la regia, ma non mi sentivo pronto. – dichiara Placido – Anni dopo questa storia è tornata da me, con la regia di Resinaro. Ho accettato perché sono rimasto colpito dalla sua bravura e dalla sua preparazione. Il dialogo con lui è sempre stato ricco di spunti e suggestioni nuove. Penso che egli sia riuscito a dar vita alla ricostruzione di un’epoca di cui c’era bisogno, e che penso nessun altro avrebbe potuto realizzare con tanta originalità e freschezza”

A scrivere la sceneggiatura è stato lo stesso Resinaro, nonostante la non convinzione a riguardo di Barbareschi. “Volevo affiancargli qualcuno, – dichiara il produttore – ma lui ha insistito per farlo da solo. Allora gli ho dato tempo un fine settimana per pensarci e farmi sapere. Al termine di questo tempo lui si è presentato non con una decisione ma con l’intera sceneggiatura pronta e finita. Ero incredulo, non ho mai visto un talento simile prendere forma in modi così inaspettati.”

Appunti di un venditore di donne Michele Placido

La parola passa poi a Mario Sgueglia, che racconta di come si sia preparato ad interpretare il complesso ruolo del protagonista di Appunti di un venditore di donne, Bravo. “Per quanto il personaggio sia controverso, anche deprecabile per certi aspetti, non l’ho mai giudicato. So che sarebbe stato sbagliato farlo, per questo ho cercato di comprenderne i difetti, le debolezze, le ossessioni. Ho poi cercato di far trasparire tutto ciò attraverso le sue azioni e il suo carattere. Inoltre, a partire da una sua mancanza fisica andava costruito un bisogno che però si esprime modi nuovi e imprevedibili.”

L’attrice Miriam Dalmazio passa poi a descrivere il suo personaggio, Carla, la donna per cui il protagonista metterà in discussione sé stesso.. “Si tratta di una donna forte, ma fragile. – afferma l’attrice – Lei cerca di costruirsi una propria identità in un contesto dove è sempre più facile rimanere inghiottiti da quanto c’è intorno. Ad esempio, lei non può soddisfare il proprio amore con Bravo, e quindi il loro è un rapporto che si limita allo sguardo. Non so se si noterà, ma è un personaggio che ho costruito sulla forza dello sguardo, degli occhi. È attraverso questi che lei esprime tutta sé stessa”.

“Ciò che trovo straordinario di Appunti di un venditore di donne, – conclude Barbareschi – è che racconta con lucidità una Milano che non c’è più, colma di personaggi che esistevano davvero e ora non ci sono più. Per questo, oltre ad essere un thriller lo trovo un film particolarmente tenero, per cui si può provare anche pietà.”