Nel giorno zero del Festival di Berlino 2016, sotto una pioggia copiosa e un freddo come sempre pungente, è Ave, Cesare dei fratelli Coen ad aprire le danze alla presenza dei due registi e di gran parte dello sterminato cast del film. Un lavoro eclettico all’estremo, surreale, che omaggia una romantica Hollywood anni ’50, ma attenzione a chiamarlo “nostalgico”. “Non possiamo certo definirci nostalgici, non abbiamo vissuto quella epoca” ha subito chiarito Joel Coen, “ci piaceva soltanto omaggiare un’idea di perfezione che avvolgeva quel tipo di produzioni, molto patinate, ma che è comunque lontana dal nostro modo di fare cinema.” Si parla di un’epoca in cui tutto era sopra le righe, artefatto ma allo stesso tempo molto umano, durante la quale non mancavano certo i problemi: il soggetto del film si basa proprio sulla vita di Eddie Mannix, un ’fixer’ pronto a risolvere qualsiasi problema, anche scatenato da incompatibilità fra registi e attori.



