Ieri 14 maggio il Festival di Cannes 2015 ha ufficialmente aperto i battenti, e lo ha fatto simbolicamente con una donna (per la prima volta nella sua storia) e un film decisamente impegnato, lontano dagli sfarzi della tradizione. La mancanza del grande titolo hollywoodiano e glamour si è fatta sentire, ma giusto per poche ore. Oggi a precipitare sul Festival come una bomba termonucleare è Mad Max Fury Road del maestro George Miller, che riprende il franchise dopo trent’anni. Con lui sulla Croisette anche i protagonisti Tom Hardy, l’ultraterrena Charlize Theron e Nicholas Hoult.

thumb.php-8“Non avevo intenzione di realizzare un nuovo film di Mad Max, però l’idea si è insinuata nella mia testa, si è imposta e ora eccoci qui” ha esordito Miller. “Più che di un vero e proprio film possiamo parlare di una Graphic Novel, perché quasi non esiste una sceneggiatura, ci sono invece oltre 5000 storyboards. Storyboards che raccontano le scene, che dicono dove le macchine devono girare e dove deve stare la camera per filmare. È un processo piuttosto atipico per girare un film ma è necessario. Anche perché tutto è girato con macchine vere e attori veri in mezzo al deserto, nel quale siamo rimasti sette mesi.” Il processo sarà anche strambo, ma sullo schermo funziona in modo davvero clamoroso, un’autentica esplosione dinamica che rende Mad Max Fury Road un action movie imperdibile per gli amanti del genere. Certo resta il dubbio su dove collocare il film all’interno della serie, non è chiaro se sia un reboot, un sequel o chissà cos’altro, almeno finché non lo si chiede al regista: “Direi che si tratta semplicemente di un episodio della saga, non ci sono obbligazioni temporali”. Dunque questione chiusa.

thumb.php-9Un ruolo fondamentale nel film è giocato anche dalla colonna sonora: “Molti film d’azione possono essere definiti ‘musica visuale’, poiché la musica è così connessa con le immagini che si fondono in una cosa sola. È logico anche trovare su uno dei truck del film un chitarrista supportato da una barriera di amplificatori alle spalle. C’è sempre della musica in guerra, serve per fomentare la battaglia ma non solo, la chitarra del musicista è in realtà anche un’arma, un lanciafiamme, è un personaggio che cresce durante il film.” Il chitarrista metallaro che guida i compagni alla battaglia è solo uno degli elementi del film, del quale esistono 400 ore di materiale girato..! Ogni setup aveva dalle 3 alle 15 camere, ci sono voluti due anni di riprese, dieci ore al giorno per sei giorni a settimana, non contiamo neppure le settimane passate in studio di montaggio, è stato difficile far entrare tutto in due ore soltanto” ha raccontato la moglie del regista, presente in conferenza stampa.

Ma come hanno reagito i protagonisti alla visione del film finito? “È stato spettacolare vedere tutti quei mezzi in azione” ha detto Tom Hardy, “George è un maestro assoluto del genere, la mia reazione è stata ‘Oh mio Dio’, non riuscivo a pensare ad altro”. Non troppo distante la reazione di Charlize Theron: “Mi ha letteralmente spazzato via, ero in un teatro al buio e non riuscivo a realizzare che fossi proprio io sullo schermo, così diversa, hanno fatto un lavoro di post-produzione incredibile.”

Vedremo presto un nuovo capitolo? Purtroppo no, almeno per ora: “Immaginate di aver partorito un neonato piuttosto grosso, diciamo che non mi sono ancora ripreso del tutto, ho bisogno di tempo.” Speriamo che Miller cambi idea..!