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Nel programma dell’Ischia Film Festival, la “notte comica” è stata affidata a Marcello Macchia, meglio noto come Maccio Capatonda, che ha portato all’isola il suo ultimo film, Omicidio all’Italiana (qui la nostra recensione). Dell’esperienza a Ischia e dell’accoglienza al Festival, Macchia si dice molto contento: “Purtroppo ho lavorato anche qui, non sono risucito ad andare al mare. Ma ho goduto di tramonti bellissimi al Castello Aragonese per due sere di fila. Mi sembra un posto magico e poi, da Milano, essere catapultato qua in poche ore è bellissimo. Sono stato accolto molto bene e anche il pubblico, ho avuto l’impressione che ci fosse un bel calore. Ero già stato a Ischia sette anni fa e adesso tornarci con il film è stato bello. Tornare in un posto a presentare un film è come la realizzazione di un sogno. Sono molto contento.”

 
 

Marcello/Maccio ha cominciato dalla tv, con i suoi finti trailer e gli sketch comici amatissimi dai suoi fan, e poi nel 2015 è arrivato in sala il suo primo film, il suo battesimo del grande schermo.

“Partendo dal fatto che ho sempre desiderato fare cinema, da piccolo, mi sono misurato prima con i corti e i cortissimi – racconta Macchia – La prima vera occasione di fare un film è arrivata nel 2010 e avevo anche scritto una storia, ma poi non se n’è fatto più niente. Poi nel 2013 Marco Belardi mi ha presentato una nuova occasione, più concreta rispetto agli altri e gli ho detto sì. Quello che avevo scritto prima lo avevo ormai accantonato, e così mi è venuta in mente l’idea di Italiano Medio, che era un trailer del 2012, ispirato tra l’altro a Limitless (film con Bradley Cooper, ndr).” E di fronte alla sfida del passaggio da un mezzo all’altro, spiega: “In genere non mi sento mai all’altezza delle cose che faccio, ma le faccio sempre perché sono spinto da una grande passione. Così ho contattato persone che lavorano al cinema e ho cercato di scrivere una sceneggiatura che fosse più di un insieme di sketch. Sono partito dalla storia.”

“La cosa più difficile di fare un film è quella di riuscire ad affezionarsi a un’idea per tanto tempo. Le idee per i corti, per i trailer si esauriscono in un mese, entro il quale si confeziona il prodotto. Per un film bisogna lavorare un anno intero con la stessa idea. Si corre il rischio di disaffezionarsi.”

Una persona che sa fare tante cose, come si pone di fronte alla collaborazione e al lavoro di squadra?

“Cerco di mantenere molto il controllo su ciò che faccio, dalla scrittura fino al montaggio e alla post-produzione. Quasi sempre faccio in prima persona queste cose. Ma la collaborazione è utile perché per prima cosa ti aiuta a fare cose che altrimenti non potresti, e poi ti offre punti di vista differenti che sono importanti. Quando si hanno le idee fisse spesso non si riesce a vedere le cose da un’altra angolazione. Ultimamente scopro che l’apporto creativo delle persone con cui lavoro mi arricchisce e rende migliori i miei punti di vista.”

Maccio Capatonda presenta Omicidio all’Italiana

Omicidio All'ItalianaHai cominciato prima che Youtube esistesse, adesso è lo strumento privilegiato, con i social, per i giovani emergenti che vogliono fare i comici. Cosa pensi di questo fenomeno e della ricerca della fama?

“Non posso che essere a favore di questi mezzi. Mi riconosco molto in questi ragazzi, io ero uguale, ho cominciato a otto anni a fare film, a girare e montare. Sono contento che adesso ci siano queste possibilità, se le avessi avute io forse avrei avuto vita più semplice, anche se a volte Youtube è una via troppo facile. E in alcuni casi, quando le cose sono troppo facili, si svalutano e diventano accessibili anche a chi non è motivato dalla passione, ma vuole solo farsi conoscere. È un mezzo che è bello per chi ha la passione, ma a volte alcune persone potrebbero fare altro perché non hanno un effettivo talento. Il mio consiglio è quello di verificare l’effettiva quantità di passione che si ha per fare questo lavoro. In molti casi internet spinge persone che non hanno alcun interesse ma si limitano a seguire la moda.”

Una costante della carriera di Marcello e delle storie di Maccio Capatonda è la collaborazione con Herbert Ballerina (Luigi Luciano). Che dinamica di collaborazione esiste tra di voi?

“Siamo abbastanza intercambiabili. Io mi occupo più della regia e della confezione del prodotto. Lui invece è un outsider, sgattaiola via. L’attore gli viene benissimo e l’autore gli viene altrettanto bene quando riesce. È una collaborazione utilissima anche perché comicamente funzioniamo molto bene. A volte vorrei fosse più disciplinato, ma è un artista che quando è presente ha l’idea geniale che svolta la situazione. Io funziono bene quando lavoro in coppia.”

Dopo Omicidio all’Italiana, c’è altra televisione nel futuro di Marcello Macchia. Dopo Casa Mariottide con Infinity, il comico è a lavoro su una nuova serie tv, episodi da 24 minuti per otto puntate, una comedy prodotta da Marco Belardi. La lavorazione è in fase di scrittura, anche se il progetto non è ancora ufficiale. “La mia volontà è di alternare il lavoro, dopo aver fatto una serie pazza come Mario e due film, voglio variare il mio lavoro. Non credo di voler fare una cosa sola, alternare e ritrovare poi con sorpresa i mezzi che per ho accantonato per un po’.”

Trai tuoi lavori, c’è qualcosa di cui ti penti o di cui non sei soddisfatto?

“Non c’è. Anche quando il risultato è dubbio sono sempre piacevolmente sorpreso dall’impegno che ci metto. Cerco di fare sempre e solo cose che mi piacciono e che mi convincono al 100%”.

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