il mio godard

A margine della proiezione stampa del film Le Redoutable – Il mio Godard, l’attore principale Louis Garrel e il regista Michel Hazanavicius hanno incontrato la stampa.

 

Il film ha come protagonista il regista Jean-Luc Godard che “inventò” la Nouvelle Vague negli anni ’60 che affronta nel 1968 il maggio francese e una storia d’amore, quella con Anne Wiazemsky, e, in entrambi i casi, si ritrova ad essere altamente impreparato.

Nei panni del regista è Louis Garrel, che racconta come ha affrontato il ruolo e l’ambientazione:

“Questo è il terzo film ambientato nel ’68 di cui sono protagonista. Gli altri due, The dreamers di Bernardo Bertolucci e Les amants réguliers  di Philippe Garrel erano diretti da registi che avevano vissuto quell’epoca e quella ribellione, e infondevano quello spirito nel film. Michel è invece un figlio del ’68, non lo ha vissuto direttamente, ma, come me, ha riportato sullo schermo quello spirito, quella forza”.

Hazanavicius conferma che “di quel periodo volevo riportare la forza positiva che sentivo, la voglia di cambiare le cose per migliorarle, la forza dei giovani, le idee. Anche oggi ci ritroviamo in una situazione molto tesa politicamente, solo due anni fa ci sono state proteste molto forti in Francia, ma la differenza con quelle di quell’anno è l’apparente incapacità di riunirsi e coordinarsi. Ora uno sciopero generale come quello del 1968 non sarebbe pensabile”.

Più che un film biografico su Godard è una commedia romantica con protagonista Jean-Luc Godard e su questo rapporto con il grande regista, Hazanavicius e Garrel si trovano su posizione opposte.

Garrel infatti dice che “Ho sempre amato Godard, ma era molto difficile amare poi il resto perchè se ti piaceva Godard poi non potevi amare anche Truffaut, ma invece io li amavo entrambi. Quello che ammiravo in lui è stato anche il coraggio di prendere una posizione così netta in quegli anni, di mettere a rischio la sua carriera per portare avanti le sue idee”.

Hazanavicius ammette invece di aver preso il personaggio Godard in maniera iconoclasta: “Non volevo fare un film biografico, volevo rappresentare Jean-Luc Godard in un momento che è una vera frattura, tra il mondo che conosceva e il futuro, tra l’amore e l’impegno politico. Il film è una commedia perchè il suo comportamento è allo stesso tempo eroico e ridicolo, comico e drammatico. Della sua arte ho cercato di riportare alcuni aspetti. Il film usa delle formule che erano usate anche da Godard nei suoi film, mentre il contrappunto che uso di alcune frasi e scritte sui muri con ciò che succede sullo schermo è dovuto a una ricerca fatta sugli slogan del 1968”.

In una parte del film Jean-Luc Godard e Anne vanno in Italia, su invito di Bernardo Bertolucci per parlare di politica, poi la compagna di Godard ottiene un ruolo in un film di Marco Ferreri. Hazanavicius afferma che “l’uso di questi due maestri non voleva minimizzare la loro arte, anzi, e non lo dico perchè mi trovo in Italia, i miei riferimenti per questo film sono stati Risi, Scola, Monicelli. Volevo fare una commedia, non un film a tesi. Che poi esca fuori una tesi sul 1968 da questa commedia, è un altro discorso”.

Il film esce il prossimo 31 ottobre in 60 copie e in anteprima nei prossimi giorni al Festival Odeon Firenze.