È stato presentato oggi a Roma il nuovo film scritto e diretto da Massimiliano Bruno: Non ci resta che il crimine, commedia che fonde la fantascienza con il poliziesco, e con protagonisti Marco Giallini, Alessandro Gassmann, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi e Ilenia Pastorelli.

Il regista e sceneggiatore Massimiliano Bruno apre la conferenza stampa raccontando la genesi del film, che sin dal titolo richiama un classico della coppia composta da Troisi e Benigni. “Il film è un omaggio a Non ci resta che piangere. Volevamo fare un viaggio nel tempo, e abbiamo pensato di farlo attraverso una commistione di generi. Non ci resta che il crimine è un po’ come Ritorno al futuro che incontra Romanzo criminale. Ci sono elementi di fantascienza e del genere poliziesco. Per la regia mi sono ispirato allo stile tracciato dai cult di questi generi, ricchi di zoom, split screen e inquadrature deformanti dal basso. Abbiamo ricostruito un certo tipo di fotografia cupa che richiama gli anni ’80, sia da un punto di vista cinematografico sia per quanto riguarda la pesantezza di quegli anni di piombo.”

Bruno passa poi a parlare del lavoro svolto sui personaggi, dichiarando che “dirigere gli attori è stato più complicato del solito visto che alcuni di loro affrontavano un ruolo per loro inedito. Basta pensare ad Edoardo Leo, per la prima volta nei panni del cattivo, Gassmann, che stavolta aveva il ruolo dell’ingenuo. Giallini si è calato perfettamente nel ruolo del cialtrone navigato, mentre Tognazzi ha reso in maniera credibile un pusillanime che impara a tirare fuori il carattere, e infine Ilenia Pastorelli è stata bravissima nel ruolo della paracula bomba sexy. Siamo stati attenti a rispettare i ruoli di tutti.

Parlando dei personaggi, Edoardo Leo prende la parola per raccontare il suo Renatino, pericoloso criminale del film. “C’è un vasto immaginario di riferimento per questi ruoli, ma per costruire il mio ho deciso di accantonare tutto ciò e invece di ricercare una biografia del personaggio ho cercato di esasperare ciò che c’era già nella sceneggiatura. Ho puntato sulla gelosia del personaggio, elemento che poteva allo stesso tempo svelarne fragilità e pericolosità.”

Gli autori del film, Bruno e gli altri sceneggiatori Nicola Guaglianone e Andrea Bassi, vengono poi chiamati a raccontare il loro film e le scelte fatte nella stesura della sceneggiatura di questo. E’ Guaglianone a prendere la parola è a dichiarare che “la storia è spesso un pretesto per raccontare qualcos’altro. Qui abbiamo tre amici che partono alla ricerca di un tesoro materiale e invece ne trovano un altro ben più importante, che è quello dell’amicizia.”

“Nel nostro lavoro ci interroghiamo spesso su quale sia il senso di ciò scriviamo e su cosa realmente vogliamo raccontare. – continua Andrea Bassi“Qui oltre all’amicizia ci interessava raccontare il gioco perverso che ruota intorno alla sete di potere. I personaggi di questo film sono stritolati da questa sete. Anche il titolo è molto indicativo e ironico a riguardo. Spesso il crimine viene visto in modo erroneo come un porto sicuro, come l’ultima spiaggia, ma non lo è, e nel film questo è molto evidente.”

“Gli più speciali della vita di ognuno di noi sono quelli che vanno dai 12 ai 20. – aggiunge poi Bruno – “Ci siamo confrontati per riportare alla luce tutte le icone pop della generazione degli anni ’80. Questo è stato fatto attraverso la moda, gli oggetti e soprattutto la musica, dai Kiss ai The Clash.”

Bruno conclude poi ribadendo l’importanza dell’operazione fatta con questo film. “Stiamo cercando di realizzare sempre cose nuove e originali. Guaglianone lavora molto per la commistione di generi, e penso che con questo film siamo riusciti a raggiungere un buon risultato a riguardo”.

Non ci resta che il crimine sarà nei cinema a partire dal 10 gennaio, prodotto dalla Italian International Film e Rai Cinema e distribuito da 01 Distribution.

Non ci resta che il crimine, la recensione del film di Massimiliano Bruno