Paul_Haggis

“Quello che mi interessa maggiormente con un film è intrattenere e far riflettere.” E’ Paul Haggis, regista e sceneggiatore premio Oscar, che stamattina ha raccontato alla stampa il suo film The Next Three Days, nelle sale dall’8 aprile. Il film è un thriller, ma si muove su molte altre direzioni.

Perché ha deciso nel finale di mostrare come sono andate le cose senza lasciare il dubbio allo spettatore?

“A tutti piacciono i lieto fine, e così ho inserito i flashback alla fine del film; ufficialmente quindi è andata così, ma in realtà vi ho mostrato le stesse immagini di inizio film, e lo spettatore trae le sue conclusioni. Il personaggio di Russel (Crowe) mette in gioco tutto ciò che ha per amore di una donna che forse non lo amerà più dopo. Il problema è che oggi vogliamo ottenere molto più di quello che siamo disposti a dare, in amore come nel mondo degli affari.  Questo è il motivo per cui penso di aver avuto successo: all’inizio della mia carriera ho avuto l’entusiasmo giusto per dare più di quello che mi offrivano, così come è capitato per Crash, dove praticamente ho lavorato gratis. Ho fallito solo quando sono stato troppo presuntuoso: l’ego distrugge molte carriere ad Hollywood.

Quali sono stati i suoi fallimenti?

“In Crash e Nella valle di Elah affronto il peccato dell’orgoglio, quello che mi colpisce da vicino, e secondo me c’è una ragione perché è considerato uno dei sette peccati capitali. Io devo sforzarmi di ricordare che non sono bravo solo perché qualcuno mi dice che lo sono. Per me è difficile restare con i piedi per terra davanti al pubblico o ai giornalisti e mi ripeto continuamente di non giudicare me stesso né troppo bene né troppo male.”

Perché si è scelto di realizzare un remake? Si è voluto sottolineare qualcosa in più rispetto all’originale francese?

H“Pour Elle, il film francese originale, mi è piaciuto molto. E l’ho considerato perché volevo approfondire i personaggi principali. Infondo non sono snob e se il remake va bene per Scorsese, va più che bene anche per me! In realtà molti punti della storia si avvicinano a quello che è il mio modo di pensare; mi piace indagare alcune caratteristiche di questi personaggi, come la fiducia in qualcuno, o la natura dell’amore. Questa forse è la molla principale e in molti si sono fatti questa domanda: con tutti i genere cinematografici la si può porre, provando a dare una risposta.”

Ha pensato a Russel Crowe mentre scriveva la sceneggiatura?

“Non scrivo mai pensando a qualche attore in particolare. Mi sembra riduttivo per l’attore poiché mi baserei solo su quello che lui ha fatto in passato. A dispetto di quello che si dice su di lui, io ho trovato il lavoro con Russell molto interessante: è un artista generoso, pronto a mettersi in gioco.”

In che genere si ritrova meglio? Dal momento che le sue storie sono così varie come genere pur avendo sempre un alto grado emozionale …

“La sfida per me è sempre la stessa: trovare una bella storia e raccontarla bene. A volte è facile, a volte è difficile. Io combatto sempre con la mia scrittura ed è dal conflitto che spuntano fuori le cose migliori. Credo che bisogna prendere seriamente il proprio lavoro, ma al tempo stesso non bisogna prendersi troppo sul serio.”

Ha detto che l’orgoglio è il suo peccato, ma sarà comunque orgoglioso del fatto che questo è il primo film che realizza con la sua casa di produzione. Come mai, ad Hollywood, ogni artista fonda una propria casa di produzione? È così difficile lavorare con le Major?

“Le Major sono terribili (ride)! Nella realizzazione di un film, tutte le decisioni finanziarie sono creative e viceversa: è necessario assumersi tutte le responsabilità relative al film, perché già il fatto che ti venga data la possibilità di fare un film è una benedizione, quindi devi fare di tutto per portarlo a termine.”

Chi legge le sue sceneggiature?

“Mia moglie Debra è il mio miglior giudice, anche se  siamo separati da un anno e mezzo, mi rivolgo sempre a lei perché mi fido molto del suo giudizio.”

Quali sono i suoi prossimi progetti?

“Ho appena finito di scrivere una sceneggiatura. Si intitola Third Person e racconta tre storie d’amore che si intrecciano sullo stile di Crash. Ma non posso svelare altro!”.