Di cast stellari se ne possono mettere insieme anche in Italia, sicuramente, ma è più normale vederli per un film ad alto potenziale di incasso piuttosto che in un piccolo film di un attore, seppur bravo, alla sua seconda regia. Invece in Padroni di casa, nuovo film di Edoardo Gabbriellini, questo avviene, visto che sono stati messi insieme due degli attori più premiati degli ultimi anni del nostro cinema, Elio Germano e Valerio Mastandrea, una delle poche icone pop della nostra cultura, Gianni Morandi, ed un attrice che è un buon lasciapassare per il mercato estero: Valeria Bruni Tedeschi.

La vita sul set per questi quattro personaggi così diversi tra loro non è sempre stata rose e fiori, confessa Elio Germano, prima di recitare insieme, dice, c’è stato un lavoro di affiatamento, “…le prime scene che abbiamo girato le abbiamo fatte più di una volta, perché era difficile avere la stessa sintonia, poi con il passare dei giorni siamo entrati nel ritmo e tutto è stato più semplice”.

Una delle prime domande fatte durante la conferenza stampa di presentazione del film è per Valerio Mastandrea, che nel giro di un mese avrà tre pellicole con lui protagonista in sala, l’attore scherza dicendo: “intanto mi scuso con il pubblico e con voi giornalisti, so che è una fatica, soprattutto non ci saranno più molte domande da fare quando uscirà l’ultimo film”, poi commenta che questa situazione di congestione in così poco tempo dei suoi tre film è ovviamente dovuta a delle scelte distributive, che spesso non tengono conto della necessità di respiro del pubblico tra un’uscita e la successiva.

Riguardo il film Edoardo Gabbriellini racconta di come ha concepito l’idea, pensando “alla cultura della paura nella quale si stanno facendo vivere, il problema non è la provincia o l’integrazione, il problema è la facilità con cui tra le persone si crea un corto circuito che alle volte può rivelarsi anche letale”.

Gianni Morandi dal canto suo, non può che commentare il suo ritorno al cinema dopo 40 anni, dopo aver recitato con Germi e in una piccola parte con Monicelli e ovviamente dopo il successo popolare dei “musicarelli” negli anni ’60: “Ero molto emozionato, per fortuna che Elio e Valerio mi hanno aiutato ad entrare nella parte”. A chi gli chiede quanto ci sia di Morandi in Fausto Mieli, il cantante che ritorna sulle scene dopo molti anni nel film, Morandi risponde: “La sensazione che prova Fausto l’ho provata anch’io a metà degli anni settanta quando ho vissuto un periodo molto duro per colpa della depressione. Fausto, il mio personaggio, invece è stato forzato all’abbandono delle scene per seguire la moglie, malata gravemente, e quindi ha come obiettivo finale quello di ritornare a calcare le scene, e nulla lo può fermare. Capisco il suo sentimento, perché l’emozione del ritorno è sempre molto forte, anche se è ovvio che non mi sarei mai comportato come lui nella vita reale”.

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