Rachel Zegler West Side Story

Il prossimo 23 dicembre, arriva in sala West Side Story, la versione del classico musical del 1961 firmata da Steven Spielberg, che, per la prima volta nella sua lunga e premiata carriera, si cimenta con questo genere. A parlare del film, insieme al regista, sono intervenuti Tony Kushner, premiato drammaturgo e sceneggiatore per Spielberg già in Lincoln e Munich, e Rita Moreno, EGOT che nel 1961 interpretò Anita per Robert Wise.

 
 

Il primo pensiero, parlando di questo remake, va ovviamente a Stephen Sondheim, compositore e paroliere delle canzoni originali di West Side Story (’61), scomparso alla fine di novembre 2021, prima dell’uscita del film al quale aveva lavorato.

Il debito verso Stephen Sondheim

Sondheim aveva composto quelle canzoni a 24 anni e Steven Spielberg racconta che “era coinvolto nel film. Steve è stata prima persona che ho incontrato quando ho cercato di ottenere i diritti per realizzare la nostra versione di West Side Story. È stata la prima persona che ho incontrato e con cui mi sono seduto, l’ho incontrato a casa sua a New York City, di persona con i suoi cani. Ci eravamo già incontrati prima per Sweeney Todd, e poi ci siamo incrociati alla Casa Bianca, quando abbiamo ricevuto la medaglia presidenziale della Libertà, noi e Barbra Streisand. Eravamo una specie di coppia insieme, e ogni volta che lo incontravo, volevo parlargli di questo disperato desiderio che avevo di fare la mia versione di West Side Story, ma non riuscivo a cavarmi le parole di bocca. Abbiamo parlato di tutto tranne quello. Poi alla fine, ci sono riuscito. Steve era molto coinvolto nel film, ha commentato molto la sceneggiatura di Tony. E aveva delle idee, e Tony ha intavolato un dialogo con lui durante il processo di riscrittura. Ma non solo, Steve è stato coinvolto a più livelli, abbiamo pre-registrato tutto con gli interpreti alla sua presenza. E Steve è stato lì per tre settimane, cinque giorni alla settimana, ogni giorno seduto proprio accanto a me nello studio di registrazione.”

Non dev’essere stato semplice, anche per il sommo Spielberg, lavorare così a stretto contatto con il padre di quei testi e di quelle musiche, ma è anche vero che non è stato semplice per Sondheim assistere alla riscrittura di una storia che conosceva così bene, riscrittura soprattutto linguistica, dal momento che molti passaggi del film sono esclusivamente in spagnolo, senza i sottotitoli, in maniera del tutto intenzionale.

Lo vediamo nella scena in cui Bernardo cerca di convincere Maria a frequentare Chino, rivolgendosi a lei in spagnolo, e Anita interviene chiedendogli di parlare inglese, visto che sono in America.

Una questione linguistica importante

La scelta linguistica di Tony Kushner è stata consapevole e voleva veicolare il senso di appartenenza ma anche lo sforzo di rendersi parte di una Paese che, nonostante tutto, rappresenta una possibilità di vita migliore. “Proprio perché Anita corregge tutti, chiedendo loro di parlare in inglese, abbiamo pensato che i sottotitoli non fossero necessari, perché quello spagnolo non si doveva capire. Nella nostra idea, per accentuare la diversità di origine e etnia, lo spagnolo doveva coesistere con l’inglese in parti uguali. Si tratta di uno degli argomenti che abbiamo affrontato per primi, all’inizio del lavoro alla sceneggiatura.” E il risultato è eccellente, soprattutto data la bravura degli interpreti e soprattutto di Ariana DeBose.

Per Spielberg è stato come tornare sul set di E.T.

Sembra inoltre che per Steven Spielberg, lavorare a West Side Story sia stato un momento così intimo e gioioso che non viveva un’esperienza simile su un set dai tempi di E.T. L’Extraterrestre. “È stato il più delizioso – ha affermato il regista – come una situazione di famiglia che non avevo da quando ho girato E.T. Su quel set mi sentivo un padre per tutti quei bambini. E certamente, all’epoca non ero ancora padre nella vita reale, ma E.T. mi ha fatto venire voglia di essere un papà, così è nato il mio primo figlio, tre anni dopo aver diretto E.T. E questa è stata la seconda volta che ho avuto quel tipo di sensazione, di essere parte di una famiglia molto diversificata. E non ero al centro della famiglia, ero semplicemente una parte della famiglia.” Una famiglia che contava non solo tanti giovani di talento, ma anche una regina tra tutti, Rita Moreno, che torna in West Side Story ma non più nel ruolo di Anita, che le valse l’Oscar nel 1962, ma in quello di Valentina, un delicatissimo personaggio scritto apposta per lei da Kushner.

Le leggendaria Rita Moreno interpreta Valentina in West Side Story

“Mi piace molto il termine ‘passare il testimone’ – ha cominciato Moreno – è un ottimo modo per mettere la questione. Non è stato facile. Voglio dire, non dirò che non ero invidiosa, sarebbe solo una dannata bugia. Anche perché ho avuto una parte meravigliosa scritta per me, mi piaccio molto in questo film. E non dici cose del genere facilmente. Amo ogni scena in cui sono, amo quello che sto facendo, ma è stato difficile. È stato assolutamente inquietante, soprattutto fare la scena con Anita. E immagino che per lei fosse strano, ma vi posso garantire che è stato più strano per me. Ho continuato a guardarla, e ho avuto una grande difficoltà ad entrare nella scena. Perché quello che stavo davvero facendo in un certo senso era salvare Anita… salvare la vita di Anita da questi ragazzi che stavano per forse stuprarla. E il mio personaggio ha dovuto porre fine a tutto. Beh, è stato davvero molto molto strano fare questa scena, in particolare.”

Nonostante sia un remake moderno, che quindi porta con sé il beneficio di un linguaggio cinematografico contemporaneo, il West Side Story di Steven Spielberg è ambientato comunque negli anni ’60. Secondo Tony Kushner, la scelta è stata dettata ancora una volta dal linguaggio.

Una musica senza tempo

“La musica è senza tempo, non avevamo vincoli da quel punto di vista. Ogni volta che senti quei brani, è come se stessero accadendo ora, quindi non c’è niente di strano o antiquato. E Sondheim che era il più grande paroliere della storia, e uno dei più grandi compositori che abbiano mai lavorato, in qualsiasi lingua, era un maestro senza tempo nel senso che le sue intuizioni sul modo in cui le persone pensano e sentono sono sempre attuali. Tuttavia, essendo un grande drammaturgo e sceneggiatore, quello che dicono i suoi personaggi sembrano proprio parole uscite dalle bocche di ragazzini di quegli anni, è un linguaggio molto specifico. E la lingua delle canzoni è sicuramente la lingua che avresti sentito all’epoca, tranne per lo spagnolo che lì era assente. Sarebbe sembrato strano giustapporre quelle canzoni al 2021. Inoltre, quando abbiamo iniziato a parlare di fare questo film, era desiderio di Steven fare in modo che si sentisse forte l’epoca, si sentisse lo sporco, e così abbiamo deciso.”

Il risultato è strepitoso e il mondo potrà goderne a partire dal 23 dicembre, giorno in cui arriverà in sala West Side Story.

West Side Story, al cinema dal 23 dicembre

West Side Story, l’adattamento cinematografico del musical diretto dal vincitore dell’Academy Award® Steven Spielberg, arriverà il 23 dicembre nelle sale italiane, distribuito da The Walt Disney Company Italia.

Diretto dal vincitore dell’Academy Award® Steven Spielberg, da una sceneggiatura del vincitore del Premio Pulitzer e del Tony Award® Tony Kushner, West Side Story racconta la classica storia delle feroci rivalità e dei giovani amori nella New York del 1957. La rivisitazione dell’amato musical è interpretata da Ansel Elgort (Tony), Rachel Zegler (María), Ariana DeBose (Anita), David Alvarez (Bernardo), Mike Faist (Riff), Josh Andrés Rivera (Chino), Ana Isabelle (Rosalía), Corey Stoll (Tenente Schrank), Brian d’Arcy James (Agente Krupke) e Rita Moreno (nel ruolo di Valentina, proprietaria del negozio in cui lavora Tony). Moreno, una degli unici tre artisti ad aver vinto i premi Oscar®, Emmy®, GRAMMY®, Tony® e Peabody, è anche una dei produttori esecutivi del film.

La squadra creativa del film, che unisce il meglio di Broadway e Hollywood, include Tony Kushner, che è anche il produttore esecutivo; il vincitore del Tony Award® Justin Peck, che ha ideato le coreografie del film; il celebre direttore d’orchestra della Los Angeles Philharmonic e vincitore del GRAMMY Award® Gustavo Dudamel, che ha curato le registrazioni dell’iconica colonna sonora; il compositore e direttore d’orchestra candidato all’Academy Award® David Newman (Anastasia), che ha composto la colonna sonora; la compositrice vincitrice del Tony Award® Jeanine Tesori (Fun Home, Thoroughly Modern Millie), che ha supervisionato il cast per le parti cantate; e il music supervisor candidato al Grammy® Matt Sullivan (La Bella e la Bestia, Chicago), produttore esecutivo delle musiche del film. Il film è prodotto da Spielberg, dalla produttrice candidata all’Academy Award® Kristie Macosko Krieger e dal produttore vincitore del Tony Award® Kevin McCollum. West Side Story è l’adattamento cinematografico dello spettacolo di Broadway originale del 1957, con libretto di Arthur Laurents, musiche di Leonard Bernstein, testi di Stephen Sondheim, e ideato, diretto e coreografato da Jerome Robbins.