Chi è Dayani Cristal

Vincitore del Cinematography Award al Sundance Festival, il documentario sarà al Festival di Roma il 10 novembre, nella sezione Alice nella città. Chi è Dayani Cristal è l’esordio alla regia di Marc Silver, già produttore e fotografo impegnato per i diritti umani, che lo ha ideato assieme a Gael García Bernal qui anche in veste di produttore.

 
 

In Chi è Dayani Cristal un corpo in decomposizione è rinvenuto dalla polizia di frontiera. Unico segno di riconoscimento: un tatuaggio con la scritta Dayani Cristal. Tre filoni narrativi ci aiutano a ricostruire la vicenda umana dello sconosciuto. Assistiamo al lavoro dell’equipe della morgue che alla frontiera cerca di dare un’identità all’uomo. Ascoltiamo testimonianze che parlano di lui. Vediamo l’attore Gael García Bernal che ripercorre il viaggio dell’uomo, fingendosi migrante e mescolandosi a chi è  diretto in Usa dall’Honduras su rotte clandestine.

Chi è Dayani Cristal, il film

Guardandolo si hanno conferme: la migrazione è dappertutto simile, simili storie e simili problemi. Alle porte degli Stati Uniti si verifica la stessa tragedia che lungo le coste siciliane e del sud Italia. La forza della narrazione documentaristica sta nel portare lo spettatore a guardare da vicino gli aspetti più aberranti del fenomeno, a vedere la crudezza di una realtà che supera ogni più terribile immaginazione.

Il regista è preciso nello scovare particolari. Su tutti, la miriade di resti umani tra cui quotidianamente lavorano gli esperti della morgue: immagini degne di uno scavo archeologico, che invece parlano di nostri contemporanei e di viaggi della speranza divenuti disperati. Pochi elementi per tentare di ricomporre puzzle, di risalire a identità che nella maggior parte dei casi restano sconosciute. La ricostruzione è condotta abilmente, svelando la verità pian piano, aggiungendo tassello a tassello, mantenendo viva l’attenzione. Mentre a Bernal e al suo viaggio – Honduras, Guatemala, attraverso il Messico sul tetto di un treno detto “la bestia”, fino al confine del deserto – è affidato il compito di emozionare. Siamo coinvolti dai racconti dei migranti – sogni, speranze, pericoli – e presi dalle immagini di paesaggi che sembrano sconfinati, mentre l’uomo si sforza di segnarne limiti e confini.

Chi è Dayani Cristal recensione

L’obiettivo del lavoro è restituire umanità e voce agli invisibili, rovesciare la prospettiva che li vede come criminali, illegali e pericolosi. Il loro calvario per raggiungere “la terra promessa”, ossia gli Usa, è paragonato alle sofferenze di Cristo, anch’egli “migrante dal cielo alla terra”.

D’indubbia forza anche la critica alle politiche Usa in materia d’immigrazione che viene in primo luogo dai funzionari statunitensi, dal personale di frontiera costretto a vivere ogni giorno questa tragedia come la propria “routine”. Sono loro a sottolineare l’insensatezza dell’operato del proprio governo, che con leggi e muri (gli Usa hanno speso molto nella costruzione di un muro alla frontiera col Messico) non ha fermato un fenomeno inarrestabile come la migrazione; denunciano il continuo aumento delle morti di migranti al confine con l’Arizona.

Chi è Dayani Cristal  è un documentario con una sua originalità e un’occasione di riflessione. Ci suggerisce un’idea efficace per portare sotto i riflettori mondiali la questione migratoria.