Giovani Ribelli - Kill Your Darlings film recensione

Cosa c’è dietro al mito? Al genio? Che adolescenza può aver avuto uno dei poeti più famosi e premiati della storia americana? Questa domanda trova risposta in Giovani Ribelli – Kill Your Darlings, film in cui il giovane regista alla sua opera prima John Krokidas racconta i turbolenti inizi del poeta Allen Ginsberg e il suo approccio al College, compresa la distruttiva amicizia che l’allora sconosciuto Allen intrecciò con Lucien Carr, e con quei ragazzi che sarebbero diventati Jack Kerouac e William S. Burroughs.

La storia riprende gli inizi della vita di Ginsberg (Daniel Radcliffe) alla Columbia University, quando, liberatosi di una situazione familiare complicata, intrecciò una relazione di intima amicizia con Lucien (Dane DeHaan) e con quelli che sarebbero diventati i più grandi esponenti della cultura americana degli anni ’50 Jack Kerouac (Jack Huston) e William S. Burroughs (Ben Foster). Tra feroci istinti creativi e secessionisti rispetto alla cultura accademica, alcool, fumo e droghe di ogni genere, i giovani ribelli si trovano però presto coinvolti in un’amicizia con il professor David Kammerer (Michael C. Hall) che rischia di distruggere per sempre le loro vite.

Definito dalla maggior parte della critica una specie di Attimo Fuggente di nuova generazione, il Giovani Ribelli – Kill Your Darlings è un biopic che racconta eventi realmente accaduti alla Columbia University mentre le geniali menti in erba si formavano mettendo le basi per la rivoluzione letteraria degli Stati Uniti.

Il giovane regista si affida a due volti noti per interpretare i suoi due protagonisti: da una parte abbiamo Daniel Radcliffe, che forse per la prima volta realizza un ritratto davvero convincente di un personaggio complesso e turbolento; dall’altro lato c’è Dane DeHaan giovane talentuoso dalla straordinaria somiglianza con Leonardo DiCaprio e dal talento quasi pari alla grande star di Hollywood.

Giovani Ribelli - Kill Your Darlings film

Il racconto procede narrativamente in maniera classica, pur incagliandosi di tanto in tanto nelle visioni alcooliche dei protagonisti che sperimentano la giovinezza e i limiti che corpo e mente possono raggiungere, stimolando la loro creatività all’insegna di una nuova poetica priva di margini strutturali.

In un vorticante universo di visioni e perversioni, un finale tragico rimette i vagoni sui binari, facendoci prefigurare il luminoso futuro dei personaggi protagonisti.

ATTENZIONE SPOILER

Nota a margine: ai fan della serie ShowTime Dexter non sfuggirà l’ironia della sorte del personaggio interpretato da Michael C. Hall.