Nel 2014 la Legendary insieme alla Warner Bros portarono al cinema, di nuovo, Godzilla, affidandolo all’occhio personale e dilatato di Gareth Edwards. Il risultato fu un film anche troppo raffinato per il genere, un prodotto che lasciò la maggior parte del pubblico scontento, perché i mostri non erano così preponderanti e protagonisti come ci si aspettava. Nel 2019, lo stesso gruppo produttivo, porta al cinema il terzo film (dopo lo stesso Godzilla 2014 e Kong: Skull Island) di un universo condiviso, il MonsterVerse, in cui la filosofia di fondo sembra essere “bigger is better” (più grande è meglio). E così, affidato alla regia e co-sceneggiatura di Michael Dougherty, arriva in sala Godzilla II – King of The Monsters, sequel diretto del film di Edwards e che ne riprende pochi dettagli, a partire dal mostruoso protagonista, ovviamente, portandosi anche dietro un paio di personaggi (gli scienziati interpretati da Sally Hawkins e da Ken Watanabe) e la misteriosa MONARCH, l’agenzia di criptozoologia già vista in azione nel film del 2014 e citata in Skull Island. Nei panni dei nuovi protagonisti ci sono Kyle Chandler, Vera Farmiga e Millie Bobby Brown, ma anche Zhang Ziyi e Charles Dance.

La storia, lineare e molto esile, vede gli umani alle prese con il risveglio di questi enormi kaiju che, con la loro potenza distruttiva, hanno il potere di distruggere la Terra oppure di salvarla, sotto la guida del loro Re, Godzilla, appunto. Il personaggio del grande lucertolone giapponese perde quindi tutta la carica di denuncia e rabbia sociale che portava, nato dall’immaginazione di un Paese in cui la ferita degli attacchi atomici era ancora giustamente aperta, e si trasforma nella personificazione del divino e della speranza dell’umanità. Ma Godzilla non è l’unico mostro gigantesco del film, che questa volta si affolla di creature mitologiche che gli amanti di questo genere conoscono molto bene. Vediamo infatti Mothra, l’enorme falena che qui ricopre un ruolo inatteso, lo pterodattilo di fuoco Rodan, e infine la temibile nemesi di Godzilla stesso, King Ghidorah, la creatura a tre testa molto simile all’idra della mitologia classica.

Dougherty si arrampica sulla struttura narrativa esclusivamente per mettere in scena questi prodigi della natura, queste creature temute e adorate che sono le protagoniste assolute della scena. Godzilla II – King of The Monsters è infatti una vera ode al genere cinematografico che vede protagonisti i kaiju, curandosi poco e niente del resto, focalizzando tutta la sua attenzione sullo spettacolo apocalittico di eventi atmosferici e lotte tra mostri. Il trionfo della natura al suo stato più selvaggio al cospetto della finitezza umana. E in mezzo si staglia Godzilla, un Re per i mostri e un Dio per l’uomo, speranza per i secondi e guida per i primi,  grandezza e potenza radioattiva.

Godzilla II – King of The Monsters è divertimento e adrenalina, un monster movie caotico per i veri appassionati del genere.