Dopo più di venti film in cui è il protagonista assoluto, Godzilla, il Re dei Mostri, torna a disseminare distruzione sul grande schermo. Lo fa nel nuovo film di Gareth Edwards, giovane regista che dimostra il suo talento e la sua capacità di riuscire a piegare al suo stile persino una leggenda cinematografica come il mostro per eccellenza.

In Godzilla gli esperimenti nucleari del ‘54 nel Pacifico nascondono una terribile verità. Non erano esperimenti, ma tentativi di distruggere un temibile mostro marino: Godzilla. Ma le radiazioni hanno solo nutrito la creatura, che si è ritirata sul fondo degli oceani. Adesso però una nuova minaccia incombe sulle coste del Pacifico, dal Giappone agli Stati Uniti, e Godzilla risorgerà dal profondo abisso per “partecipare alla festa”.

Godzilla recensione film

Edwards sceglie di strutturare la storia in due momenti distinti per genere e ritmo. In una prima parte siamo di fronte ad un thriller: i titoli di testa, gli ambienti, il mistero, il non visto, ci catapultano in un mondo che abbiamo la sensazione di conoscere meglio dei protagonisti stessi della storia, i quali vengono messi di fronte alla verità attraverso avvenimenti terribili e spettacolari. In un secondo momento, quando il possente mostro viene allo scoperto, la storia si trasforma in una caccia in cui l’uomo, nonostante tutti i suoi armamenti, resta un impotente spettatore. Gareth Edwards si rivela all’altezza del compito, prediligendo un approccio tangente al ‘monstrum’: in tutta la prima parte del racconto, Godzilla ci viene solo accennato, mostrato per sottrazione, pur facendoci percepire l’immensità e la pericolosità della creatura con cui abbiamo a che fare, indulgendo in motivi vicini al cinema horror. Solo in un secondo momento ci viene mostrato nella sua grandiosa potenza, lasciandoci letteralmente a bocca aperta. Anche se è lui il protagonista assoluto della storia, non possiamo dimenticare la componente umana del film: Aaron Taylor-Johnson, Bryan Cranston, Ken Watanabe, Sally Hawkins, Elizabeth Olsen e Juliette Binoche, nonostante la loro indiscussa bravura, restano spettatori del miracolo tremendo della natura. Una natura implacabile e indomabile, che alla fine avrà ragione su tutto e tutti.

Di grande efficacia sono gli effetti digitali e soprattutto il lavoro realizzato dal ‘solito’ Alexander Desplat con la colonna sonora, nella quale si riprendono suggestioni cinematografiche, comprese le inarrivabili vette di kubrickiana memoria con il Requiem del compositore ungherese Gyorgy Ligeti, e con il suono che, soprattutto nell’assenza, fa sentire il suo enorme valore drammaturgico.

Godzilla è una vera esperienza cinematografica, potente, emotiva e seducente, che ricorda al mondo come, nonostante l’uomo si illuda di controllare la Natura, sia sempre lei l’artefice ultima del nostro destino, nel bene e nel male.