il grinch recensione

Nel Mondo dei Chi, tutti amano il Natale, tranne il Grinch. Rintanato nella sua grotta, isolato dalla città, solo con il suo cane Max, lui è l’unico a non gioire per le festività imminenti. Ma, quando scopre che il sindaco della città ha deciso che questo sarà il Natale più luminoso, gioiso e festivo di sempre, il Grinch prende la decisione di diventare un Babbo Natale al contrario e di portare via regali e illuminazioni a tutti gli abitanti del Mondo dei Chi. Sarà la strada giusta per rovinare il Natale a tutti?

Già nel 2000, Ron Howard aveva portato sul grande schermo la favola del Dottor Seuss, con protagonista un sempre straordinario Jim Carrey nei panni del verde misantropo. Adesso è il turno di Benedict Cumberbatch (in italiano di Alessandro Gassman) incarnare il personaggio, anche se solo prestandogli la voce, visto che la Illumination ha regalato alla storia una versione animata che, come mezzo linguistico sembra sia il modo migliore per adattare l’originale. I colori sgargianti, poi, tengono alta l’attenzione dei più piccoli, e il masseggia edificante e che più natalizio non si può passa con trasparenza.

L’unico difetto di una confezione così vivace ed efficace è che il racconto aveva un nucleo denso ed era breve, mentre il film, “costretto” a coprire 90 minuti, si appiattisce a causa di una serie di gafg che, seppure catturano e fanno sorridere i più piccoli, annacquano i tempi narrativi.

Tuttavia Il Grinch è una fedele trasposizione dell’edificante racconto per bambini, che non tradisce la sua natura e scalda il cuore, anche quello più gelido e anti-natalizio. Che sia attraverso l’elegante voce di Cumberbatch o quella calda di Gassman, il film è un prodotto indirizzato ai più piccini che saranno entusiasti di assistere alle avventure del protagonista e del suo cane Max.

Il Grinch, il trailer internazionale