Il Principe Dimenticato recensione

Dal 2011 il regista e sceneggiatore francese Michel Hazanavicious tenta di replicare l’enorme successo che ebbe, in quell’anno, con The Artist, il supo film più famoso e premiato, che lo portò in vetta a Hollywood e gli regalò ben 5 premi Oscar, tra cui quello per la migliore regia e il miglior film.

 

Quando un tale successo arriva così presto nella propria carriera, sembra quindi che si abbia un’asticella altissima per valutare tutto ciò che viene dopo. E la carriera di Hazanavicious non è stata molto clemente, in questo paragone costante con quell’opera. Dopo diversi film che non hanno esattamente brillato per ricercatezza estetica o pregi particolari, il regista torna dietro alla macchina da presa con Il Principe Dimenticato, in cui racconta una vera e propria fiaba per bambini, in cui spiega ai grandi come riuscire a stare al passo dei propri figli.

Il Principe Dimenticato, la trama

Il Principe Dimenticato racconta la storia di Djibi, un papà single la cui vita intera gira intorno alla propria figlia di 8 anni, Sofia. Ogni sera nel loro rituale della storia della buonanotte il papà porta Sofia a “Storyland”, uno studio cinematografico di fantasia in cui le loro fiabe prendono vita e in cui Djibi interpreta sempre un eroico Principe Azzurro. Tre anni più tardi e quasi adolescente, Sofia inizia a distanziarsi dalle storie del padre che non ricopre più il ruolo di eroe. Djibi deve quindi trovare il modo di ritornare l’eroe della vita e delle storie di sua figlia.

Michel Hazanavicious si confronta con la fiaba per bambini, con la metafora della crescita e con l’esigenza, forse biografica, di trovare e offrire una bussola a quei genitori che si trovano in difficoltà a gestire l’adolescenza dei propri figli.

Volto allegro del principe protagonista è Omar Sy, vera e propria stella del cinema europeo che spesso e volentieri presta la sua fisicità all’action americano e che qui sfoggia il suo sorriso migliore nei panni di un papà davvero premuroso. Oltre a Sy e alla giovane Sarah Gaye nei panni della dodicenne Sophia, il film vede protagonista anche la sempre meravigliosa Berenice Bejo, che, dopo la pioggia di nomination per il suo ruolo in The Artist, ha ridimensionato la sua carriera, forse sprecando un po’ il suo volto magnetico e il suo elegante talento.

Il Principe Dimenticato contro il cinismo di un mondo che cambia

Il Principe DimenticatoNonostante sia un film per ragazzi e per famiglie, Il Principe Dimenticato sembra ripercorrere, con intenzioni e per strade diverse, quello che era stato il percorso di The Artist, diventando anche una riflessione sulla fantasia, contro il cinismo, recuperando la magia e l’ingenuità che si respirava nel film del 2011.

Il Principe Dimenticato è anche una sfida tecnica, è un fantasy ad alto budget in cui le scenografie reali si incrociano costantemente con quelle di fantasia e in cui la ripresa dal vivo e l’animazione convivono in maniera naturale e funzionale al racconto.

Leggero e divertente, con il pregio di veicolare messaggi universali con un linguaggio semplice e diretto, Il Principe Dimenticato è un invito a ricordare, grandi o piccoli, che le storie sicuramente non salvano il mondo, ma possono aiutarci ad affrontarlo con lo spirito alto.

 
RASSEGNA PANORAMICA
Chiara Guida
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Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.