Innocenti bugie

Arrivala al cinema distribuito da 20th Century Fox Innocenti bugie, la nuova action comedy con protagonisti Tom Cruise e Cameron Diaz.

 

Una solitaria casalinga della provincia americana (Cameron Diaz) vede la sua vita sconvolta dopo aver partecipato ad un appuntamento al buio con quella che si rivela una super-spia internazionale (Tom Cruise) che la conduce in un pericoloso viaggio intorno al mondo per proteggere un’invenzione che potrebbe rivelarsi la chiave dei problemi energetici del pianeta.

A rileggerla sembrerebbe proprio un’ottima premessa per un episodio del famigerato Ethan Hunt. No, invece, anche se il protagonista è lo stesso (Tom Cruise) il film non è Mission Impossible anche se però ce lo ricorda moltissimo. Verrebbe da tirar fuori una cattiveria: manca poco che il copione di Innocenti bugie sia anche meglio dell’ultima avventura di Hunt, ma di certo è che senza dubbio c’è molta più ironia di fondo, rispetto al tormentato agente della serie MI.

Innocenti bugie inizia decisamente bene ed altrettanto velocemente prosegue per la sua strada senza mancare di omaggiare/rubare qua e la passando appunto per la serie MI, oppure da nomi più altisonanti come Intrigo internazionale di Hitchcock, o mi verrebbe in mente addirittura Indiana Jones per certi spunti. Contornato da momenti molto divertenti, tanto da far strillare il pubblico in più di una volta.

Innocenti bugie è decisamente un titolo per chi apprezza film leggeri, senza nessun pretesto “altro”, che intrattengono il pubblico per il semplice gusto di farlo e che per certi versi ci riescono, senza tralasciare in nessun momento quella che è la primordiale natura della mezzo cinematografico. E se forse vogliamo spingerci oltre e trovagli un pregio, beh questo mi sembra che sia il primo e forse unico, che viene in mente vedendo la pellicola. Una pecca si trova, se vogliamo, nel momento in cui c’è un maldestro tentativo di voler moralizzare un film che non è ha bisogno, trattandosi di una natura che non gli appartiene, e che inevitabilmente finisce per passare inosservata o addirittura invisibile.

Al contrario invece non passano di certo inosservati le meravigliose location che come un magnifico contorno deliziano la visione per palati decisamente avventurieri. Dall’incantevole isolotto personale in Jamaica, alla gelida Salisburgo austriaca, sino ad arrivare ad un finale affascinante e sensuale targato Spagna, in mezzo ad una corrida con tori decisamente arrabbiati.

A reggere la storia è chiamato in causa un discreto Tom Cruise, che non se la cava poi così male a differenza della partner Cameron Diaz che ha decisamente troppi denti per i miei gusti, e in questo caso se non ti chiami Julia Roberts è difficile sopportarlo per  109 minuti. Il risultato finale è un film che concepito per il grande pubblico si dimostra funzionale alla causa, intriso di testosterone, ironia, assurdità e azione, che decisamente non guastano.