Jupiter - Il destino dell'universo

Pulire le case dei ricchi e svegliarsi tutti i giorni prima dell’alba non è proprio l’occupazione che si addice ad un’Altezza Reale. È quello che pensa la giovane Jupiter (in Jupiter – Il destino dell’universo) quando, dopo una rocambolesca fuga insieme ad un burbero e letare ibrido, viene riconosciuta da uno sciame di api come la reincarnazione della sovrana dell’universo intero. Il piccolo mondo della ragazza, fatto di lavoro, sudore e poche soddisfazioni, si ampli così, in un istante, per diventare un’a pericolosa avventura che cambierà il suo destino per sempre.

Andy e Lana Wachowski tornano al cinema spettacolare dopo Cloud Atlas e ci raccontano una vicenda che per scenografie, costumi e temi ricorda moltissimo il film tratto dal complesso romanzo di David Mitchell. Questa volta la storia, originale, si incentra sui temi della predestinazione, della reincarnazione e della scelta. Insomma, non siamo molto lontani dal cuore pulsante e all’epoca rivoluzionario della trilogia di Matrix. Tuttavia Jupiter – Il destino dell’universo sconta la pena di un eccessiva lunghezza (percepita, non effettiva), di una serie estenuante di sequenze ripetute e di una sceneggiatura che a volte scricchiola sotto il peso di dialoghi che sembrano essere stati scritti in momenti di svogliata ricerca di un senso dell’umorismo che invade il film solo involontariamente.

Jupiter – Il destino dell’universo, il film

Jupiter il Destino dell’Universo

Protagonisti di quest’avventura tra le stelle sono Mila Kunis, che abbaglia lo spettatore con il continuo luccichio dei suoi enormi e vitrei occhi, Channing Tatum, alle prese con un ruolo che sembra calzargli a pennello, Sean Bean che mostra, nonostante le difficoltà evidenti del testo, più carisma di qualsiasi altro aitante giovanotto presente nel film, e poi ancora Douglas Booth e Eddie Redmayne, vittima quest’ultimo di un doppiaggio assolutamente insostenibile. Certo trucco e parrucco non aiutano a prendere il personaggio sul serio, tuttavia la sensazione che quell’attore sia lo stesso che probabilmente sarà quello che vincerà l’Oscar 2015 per la migliore interpretazione maschile fa uno strano effetto. Tutti gli attori però sono vittime della sceneggiatura che fa troppo leva sull’aspetto spettacolare e poco sulle relazioni dei personaggi che vengono invece abbozzati in maniera approssimativa.

Forte di un concept estremamente curato, di costumi sfavillanti e di alcune sequenze d’azione, soprattutto nella prima parte, di prim’ordine, Jupiter – Il destino dell’universo è una bellissima scatola che purtroppo all’interno conserva, di nuovo, temi e dinamiche ambiziose che non trovano il giusto spazio all’interno della storia.