La Llorona - Le Lacrime del Male

Il mondo popolato di demoni nato dalla mente di James Wan con L’evocazione – The Conjuring si arricchisce di un nuovo spaventoso capitolo, dopo i fortunati Annabelle e The Nun, con La Llorona – Le lacrime del male. Anche se i legami tra le storie e le narrazioni in questo nuovo capito si riducono al minino, un piccolo anello di congiunzione lega il film al primo Annabelle: padre Perez che appare a inizio film e serve ad introdurre un “collega” spirituale dedito allo studio del mito.

Anche questo film, come è capitato ad altri del franchise, è ambientato negli anni Settanta, anche se in questo caso non c’è una vera e propria necessità di ambientazione, quanto piuttosto un tentativo fallito di costruire un’atmosfera. Infatti, dopo qualche automobile della polizia che ricorda molto quelle viste in alcuni titoli di quegli anni di John Carpenter, la messa in scena viene dimenticata, perdendo del tutto il potere evocativo che dovrebbe avere.

Diretto da Michael Chaves, La Llorona attinge a piene mani nella tradizione popolare messicana, un paese notoriamente legato al culto dei morti, e cerca disperatamente di costruire attraverso questo espediente un’atmosfera di inquietudine mai pienamente realizzata.  Pur costruendo dei personaggi solidi e ben strutturati, il film non riesce a costruire un solido insieme di elementi e significati nonostante l’argomento del film si presti molto bene a generare. Per questa ragione le premesse vengono disattese in un disperato tentativo di coniugare suspense e inquietudine a una scrittura dei dialoghi che sembra totalmente fuori contesto.

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Non serve a molto la valida interpretazione offerta da Linda Cardellini, che costruisce un personaggio solido, tormentato, che facilita l’immedesimazione dello spettatore nonostante la progressiva perdita di interesse nella storia. Uno dei principali demeriti del film sembra essere la facilità con cui il cattivo si adatta alle esigenze di scena, senza avere uno sviluppo integro e autonomo.

In questo contesto nemmeno il personaggio del curandero interpretato da Raymond Cruz (Breaking Bad) riesce a trovare una propria credibilità. Il suo è un personaggio spavaldo e fuori posto, un ex sacerdote che ha misteriosamente abbandonato la chiesa, una figura bidimensionale che non sembra avere nessuna cognizione o scopo, se non l’essere portatore di una vena comica che a tratti rasenta il ridicolo.

Nella sua complessa e ricercata esigenza di spaventare, La Llorona – Le lacrime del male mostra il suo limite più grande in una scrittura davvero debole.