Pillion – Amore Senza Freni, recensione: uno dei migliori esordi cinematografici del 2025

Il film ha vinto il premio per la sceneggiatura nella sezione Un Certain Regard all’ultimo Festival Di Cannes.

-

Ispirato dal romanzo Box Hill pubblicato nel 2020 da Adam Mars-Jones, Pillion – Amore Senza Freni, debutto dietro la macchina da presa di Harry Lighton (anche autore dell’adattamento), ha conquistato il premio per la sceneggiatura nella sezione Un Certain Regard all’ultimo Festival Di Cannes. E si tratta di un premio indubbiamente meritato, in quanto è proprio la precisione nella definizione dei personaggi e dei loro rapporti la chiave principale perché Pillion funzioni. Non l’unica, ma di certo l’aspetto primario da cui tutti gli altri traggono beneficio.

La trama e l’incontro tra Colin e Ray

Proviamo a raccontare a grandi linee la storia: quando Colin (Harry Melling) incontra in un pub il seducente biker Ray (Alexander Skarsgård), capisce di esserne attratto. L’altro lo trascina immediatamente in una storia di passione fatta principalmente di sottomissione, questione che Colin accetta di buon grado suscitando lo stupore e lo sdegno in particolar modo di sua madre, la quale avrebbe voluto per il figlio una normalissima relazione omosessuale. Ma l’alchimia tra Colin e Ray sembra davvero funzionare, o almeno finché il giovane inizia a sentire di desiderare qualcosa in più che sottomettersi completamente al volere dell’altro…

Pillion e la scelta di ambientare la storia nel presente

Spostando l’ambientazione dagli anni ‘70 del romanzo ai nostri giorni, Harry Lighton ha rafforzato la componente psicologica ed emotiva della storia togliendola da quella cornice temporale che avrebbe probabilmente aggiunto molte, troppe significazioni socio-politiche al lungometraggio. Una scelta più che condivisibile, in quanto Pillion si dipana come un film concentrato sui due protagonisti e sulla loro relazione insolita, raccontata con minuzia di particolari.

Regia, messa in scena e interpretazioni attoriali

L’evoluzione emotiva del rapporto tra Colin e Ray viene sviluppata in maniera corposa da Lighton, il quale mette in scena il senso di scoperta e di meraviglia del protagonista in maniera totalmente credibile. Se la sceneggiatura è pertanto la base solida dell’operazione, la regia non è meno importante: il cineasta infatti trova un considerevole equilibrio nel rappresentare i vari aspetti della relazione, mostrandola nei suoi momenti maggiormente espliciti ma anche in quelli intimi, capaci di far arrivare allo spettatore il calore umano dei due personaggi. Tutto questo non sarebbe ovviamente potuto accadere senza la partecipazione totale dei due attori principali, entrambi ammirevoli. Harry Melling riesce a restituire tutte le sfaccettature di Colin, mentre Alexander Skarsgård rappresenta con verità un personaggio complesso, che avrebbe potuto facilmente scadere nella retorica o peggio ancora nella macchietta, mentre l’attore lo rende, oltre che carismatico, anche misterioso e vulnerabile. Fino alla fine del film, Ray rimane un mistero, e il non voler chiaramente “spiegare” il personaggio è la chiave per renderlo ancor più intenso. Due prove che si compenetrano alla perfezione e ci regalano duetti di enorme intensità.

Un esordio cinematografico tra i migliori del 2025

Quello di Harry Lighton è senza alcun dubbio uno degli esordi cinematografici più riusciti del 2025, se non addirittura il migliore. Il cineasta ha infatti dimostrato un ammirevole connubio di lucidità e sensibilità nel costruire il suo film pezzo per pezzo. Pillion è un dramma sentimentale in cui ogni elemento concorre in maniera coerente, mai forzata, alla riuscita finale. Melling e Skarsgård si dimostrano attori perfetti per i rispettivi ruoli, riuscendo nel non facile tentativo di rendere il loro rapporto pieno, capace di contenere discorsi universali sulla coppia. Lighton ha realizzato un film tutt’altro che di nicchia, adatto al contrario ad andare incontro alle aspettative di un pubblico molto più vasto di quanto possa sembrare. Colin e Ray sono protagonisti di una storia d’amore che riesce ad andare oltre le convenzioni stabilite e raccontare – senza mirabilmente “spiegare” – una relazione che funziona per due persone senza che l’universo esterno debba necessariamente comprendere. Andrebbe benissimo anche soltanto accettarlo. Sotto questo punto di vista, Pillion – Amore Senza Freni è un lungometraggio molto coraggioso, e per questo ancor più riuscito.

Pillion - Amore Senza Freni
3.5

Sommario

Pillion – Amore Senza Freni è un lungometraggio molto coraggioso, e per questo ancor più riuscito.

Adriano Ercolani
Adriano Ercolani
Critico cinematografico e curatore editoriale - Nato a Roma nel 1973, è laureato in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza. Dopo gli esordi nella produzione audiovisiva, dal 2006 lavora a Coming Soon Television sviluppando competenze anche nel giornalismo televisivo. Dal 2011 vive a New York come corrispondente di cinema per Comingsoon.it e Cinefilos.it ed è membro dei Critics Choice Awards.

ALTRE STORIE