lacci rencensione

Apre Venezia 77 in Concorso il nuovo film di Daniele Luchetti, Lacci, basato sul romanzo di Domenico Starnone, che ha collaborato all’adattamento insieme a Francesco Piccolo e allo stesso regista. Il lavoro di adattamento non cambia la sostanza del racconto, ma ne sciupa il mistero, l’indefinitezza, che del romanzo rappresentavano forse la parte migliore.

 

La storia racconta di Aldo e Vanda, una coppia con due bambini piccoli apparentemente ordinaria e felice. Solo che Aldo ha tradito Vanda e glielo confessa in un impeto di sincerità che gli costerà la tranquillità domestica. Viene cacciato di casa e incomincia una storia con la giovane Lidia, lontana dalla moglie e dai figli. Proprio il desiderio di rivederli, insieme ad una ferma presa di posizione della nuova fiamma, spingeranno Aldo a tornare da Vanda e dai suoi figli. Tuttavia alcune cose non si aggiustano e la vita non sempre regala sorprese, ma qualche volta va avanti ad oltranza, perché nessuno ha la forza o la volontà di arrabbiarsi e combattere.

I lacci che legano, i lacci che soffocano

I lacci tengono le scarpe ai piedi, legarli è un gesto che in genere ci insegnano i nostri genitori, un gesto di cura e attenzione (con i lacci sciolti è facile cadere), quasi un rito di passaggio. Spesso i lacci non sono solo quelli delle scarpe, quelli fisici, ma sono figurati, sono legami che non sempre fanno bene, non sempre sono tenuti insieme dall’amore, qualche volta è l’inerzia, altre la paura. E sono proprio questi lacci qui che interessano a (Starnone prima e poi a) Luchetti.

Il regista conduce un racconto puntuale, avanti e indietro nel tempo, fornendoci un resoconto a singhiozzi di una separazione e poi riconciliazione, tornando ogni volta sui suoi passi e regalandoci di volta in volta un pezzetto di racconto in più. Attraverso questo movimento su e giù nel tempo impariamo a conoscere i protagonisti, Aldo e Vanda, due anime profondamente infelici, bloccatesi reciprocamente in un matrimonio in cui entrambi hanno smesso di parlasi ma in cui entrambi sentono la necessità di credere ancora, nonostante il male che si faranno fino alla fine dei loro giorni.

I “panni sporchi” si lavano con nei primi piani

lacci Venezia 77
Set of “Lacci” by Daniele Luchetti. in the picture Luigi Lo Cascio, Alba Rohrwacher, Giulia De Luca and Joshua Cerciello.
Photo by Gianni Fiorito

Daniele Luchetti sceglie di raccontare queste emozioni complesse con primissimi piani, concedendosi pochissimo spazio all’aperto ma preferendo gli interni di case, stanze e appartamenti, in cui “si lavano i panni sporchi” e in cui avviene poi la vera tragedia, quella quotidiana della sopportazione a tutti i costi, del logorio e dell’infelicità. Ad una buona parte di film che sceglie questo linguaggio frammentato ma teso a comporre un quadro completo, Lucchetti aggiunge una chiusura che cede alla necessità di spiegare e giustificare le azioni. Sono i figli di Aldo e Vanda, ormai adulti, a raccontarsi, quasi a declamarle da un palco, le ragioni e le conseguenze delle scelte dei genitori, il tutto, di nuovo, in un appartamento di famiglia che preferirebbero vendere piuttosto che occupare.

Il cast di Lacci

Protagonisti di Lacci sono Alba Rohrwacher e Laura Morante, che interpretano Vanda, e Luigi Lo Cascio e Silvio Orlando, che invece sono Aldo. Adriano Giannini e Giovanna Mezzogiorno interpretano i figli adulti e disincantati, protagonista dell’ultimo atto del film. Tutti e quattro gli attori che interpretano la coppia sono perfettamente calati nei loro ruoli e se nella versione giovane dei protagonisti Rohrwacher dimostra di avere una marcia in più, per la controparte avanti con gli anni è Silvoio Orlando a brillare, con un monologo urlato di sconforto, stanchezza e frustrazione che racconta meglio di ogni altro momento del film il suo personaggio. Menzione d’onore va a Linda Caridi, che interpreta la vivace e bellissima Lidia, amante e poi compagna di Aldo, che conferma il magnetismo, l’eleganza e la dolcezza visti in Ricordi? dello scorso anno.

Lacci racconta una storia comune, come ce ne sono tante, lo fa con sincerità e spietatezza, mantenendo sempre il controllo sull’emozione, senza lasciarsi andare troppo ai toni drammatici in cui sarebbe facile trascendere, ma cede nel finale all’esigenza di prendere una posizione, di spiegare i personaggi e le loro azioni.

 
RASSEGNA PANORAMICA
Chiara Guida
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Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.