Maldamore

Maldamore è una commedia sentimentale che analizza i rapporti di coppia e le crisi coniugali, rovesciando la concezione classica di tradimento così come la maggior parte delle persone, innamorate e non, la concepisce; ossia, come la cosa più brutta che possa capitare in una relazione. Il regista Angelo Longoni (Facciamo fiesta, Non aver paura) tenta di infrangere questa barriera, analizzando le diverse dinamiche e le diverse convinzioni delle due storie che porta sullo schermo, cercando di far emergere quanto, in realtà, sia il tempo, e non l’infedeltà, ad essere il più grande nemico – ma al tempo stesso anche il più grande amico – di due persone che vogliono condividere la vita e che inciampano continuamente nel provare a non abbandonarsi alla quotidianità e alla monotonia, ma anche alla passione e all’irrazionalità.

 

In Maldamore Una sera Marco (Luca Zingaretti), sposato con Veronica (Ambra Angiolini), rivela al fratello di lei, il musicista Paolo (Alessio Boni), di aver tradito la moglie con una ragazza più giovane; in vena di confessioni, ma in realtà costretto da Marco, anche Paolo rivela al cognato di aver tradito la sua compagna, Sandra (Luisa Ranieri), durante una trasferta di lavoro. Nello stesso momento purtroppo, a causa di un interfono per bambini lasciato acceso per sbaglio, le due mogli hanno ascoltato le confessioni dei loro coniugi infedeli. Lo scoppio sarà inevitabile…

Maldamore

Maldamore, il film

Un’idea affascinante e, per certi aspetti, originale nel suo presupposto, ma che nei fatti viene sviluppata nella maniera sbagliata. Il problema più grande di Maldamore si trova nella mano del suo regista.

L’esperienza televisiva di Longoni si irradia a tutto spiano nel ritmo della narrazione, mentre un forte impianto teatrale si riflette sia nella messa in scena (vedi l’inizio del film, ad esempio), sia nella costruzione dell’apparato drammatico di tutta la vicenda. A Maldamore mancano vere idee di cinema, manca un assetto cinematografico che sia davvero capace di coinvolgere lo spettatore; non c’è vivacità nell’andatura della storia, i tempi sono eccessivamente allungati e i dialoghi mancano di arguzia. Perfino gli attori – tutti e quattro molto bravi se immaginati in qualsiasi altro contesto – risultano artefatti e molto poco spontanei, restituendo a chi guarda, con le loro urla, le loro peripezie, i loro drammi, la percezione di un mondo quasi finto, o comunque di una realtà lontana rispetto alle tradizionali commedie brillanti.

In definitiva, a parte qualche battuta esilarante e il cameo di Claudia Gerini che dona un po’ di colore ad una pellicola altrimenti spenta, Maldamore, prodotto da Maria Grazia Cucinotta e distribuito dalla Bolero Film, è un film caotico in cui tutto sembra essere sopra le righe, con più di una crepa a livello di sceneggiatura. L’uscita nelle sale è fissata per il 13 Marzo.