Scary Movie 6: la recensione del nuovo film della saga

Il lungometraggio di Michael Tiddes è in sala dal 4 giugno.

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Scary Movie 6 è la nuova commedia horror parodistica diretta da Michael Tiddes, che riporta sul grande schermo uno dei franchise più irriverenti e iconici del cinema. Scritto da Marlon Wayans, Shawn Wayans, Keenen Ivory Wayans e Rick Alvarez, il film segna il ritorno creativo dei fratelli Wayans alla saga per la prima volta dopo oltre vent’anni. Annunciato ufficialmente al CinemaCon 2024, il progetto riunisce gran parte del cast storico, tra cui Anna Faris, Regina Hall, Marlon Wayans e Shawn Wayans, affiancati da nuovi volti pronti a prendere di mira le più recenti tendenze del cinema horror.

Le riprese si sono svolte presso i Tyler Perry Studios di Atlanta tra ottobre e novembre 2024, mentre la colonna sonora è stata affidata a Haim Mazar.

La trama di Scary Movie 6

vede Cindy Campbell, Brenda Meeks, Ray Wilkins e Shorty Meeks cercare finalmente di lasciarsi alle spalle il passato ventisei anni dopo gli eventi che hanno segnato le loro vite. Tuttavia, la tranquillità dura ben poco quando una nuova ondata di misteriosi omicidi inizia a terrorizzare la città. Dietro la maschera dell’assassino sembra nascondersi una figura inquietantemente familiare, pronta a trascinare ancora una volta i protagonisti in un vortice di assurdità, equivoci e situazioni al limite del surreale. Tra riferimenti ai più celebri film horror contemporanei e una valanga di gag irriverenti, il gruppo dovrà sopravvivere a una nuova carneficina in cui nessuna regola del genere è al sicuro. Tra inseguimenti improbabili, colpi di scena volutamente esagerati e parodie dei franchise più popolari degli ultimi anni, Scary Movie 6 celebra il ritorno della saga con una satira che prende di mira non solo l’horror moderno, ma anche l’ossessione di Hollywood per remake, reboot, sequel e “capitoli finali” che sembrano non finire mai.

Scary Movie 6: fagocitare immaginari

I fratelli Wayans sono tornati. Lo sapevamo, li aspettavamo al varco e finalmente, ventisei anni dopo l’uscita del primo Scary Movie, i Bros si sono riuniti per produzione e scrittura del nuovissimo capitolo firmato da Michael Tiddes, a chiusura di un cerchio. Il sesto film della saga, che fin dagli albori costruisce il proprio set sul concetto di invasione di set altrui, prosegue infatti oggi nelle sue ossessioni fagocitanti tentando di riadattare e riaggiornare una formula che, com’è noto, ha attraversato il panorama cinematografico degli ultimi tre decenni – inghiottendo e rimasticando a un ritmo a dir poco forsennato.
Gli immaginari di riferimento, in questo caso, sono quelli dell’elevated horror contemporaneo, con una strizzata d’occhio a politica, scandali di sorta e famigerata cultura woke. Il tutto sotto la consueta lente d’ingrandimento rappresentata dall’interesse desacralizzante dell’intero franchise: tra gag, battute politicamente scorrette e un massiccio utilizzo di terminologia “proibita”.

All’interno di una cornice divenuta ormai iconica, che crede nella predominanza del contesto, Scary Movie 6 offre così il fianco a una duplice prospettiva d’analisi: contenutistica e teorica.

Scary Movie 6: tra formulari e contesto

Da un punto di vista meramente narrativo, il film di Tiddes è un copia e incolla del formulario che ha garantito il duraturo successo della saga. Nel mirino dei Wayans e della loro furia parodistica finiscono stavolta gli ultimi capitoli di Scream, It Follows, Weapons, Scappa – Get Out, Sinners e tanti altri nomi di culto del presente. E, come da tradizione, il regista procede a un ricco collage di situazioni volto a mettere in ridicolo trend e simboli del contemporaneo, tra alti e bassi, battute più e meno riuscite e un discreto equilibrio tra simpatia e sarcasmo – in un rollercoaster senza freni che, pur senza raggiungere il livello di Una pallottola spuntata di Akiva Schaffer, alterna momenti “cringe” ad altri decisamente più riusciti.

Ben più intrigante è invece il ragionamento teorico che ruota attorno alla collocazione storica di questo sesto capitolo. Perché il film, volutamente giocato sul concetto di requel e pensato per sfottere il drammatico loop di revival cui assistiamo da anni, trova in più di un’occasione il coraggio, o forse la rassegnazione, che tanti colleghi non hanno saputo dimostrare. Così, l’atteso ritorno dei “Core Four” e delle loro leggendarie caratterizzazioni, utile anche a ironizzare su un cinema horror sempre più in cerca di seriosa legittimazione, serve a Tiddes e ai Wayans per dare fuoco alle velleità di una Hollywood stanca e ripetitiva, che uccide il futuro e si crogiola nella nostalgia.
Per un film che, siamo abbastanza sicuri, soddisferà i fan sfegatati del franchise, senza richiamare a sè nuovi accoliti.

Scary Movie 6
2.5

Sommario

Fondato sul medesimo formulario dei predecessori, il film di Michael Tiddes alterna frangenti più e meno riusciti, giocando sul contesto e ironizzando sulla seriosità dell’horror contemporaneo.

Dario Boldini
Dario Boldini
Laureato in Lettere Moderne all’Università Statale di Milano, ha iniziato nel 2019 a scrivere articoli e approfondimenti per l’Associazione Culturale Lo Sbuffo. Dopo la specializzazione in Critica Cinematografica presso Sentieri Selvaggi di Roma, con cui collabora dal 2022, dal 2023 scrive di cinema e serie TV per Cinefilos e partecipa ai principali festival cinematografici italiani.

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