Shang-Chi e La Leggenda dei Dieci Anelli

A cavalcare l’onda delle sale finalmente aperte e presto (speriamo) a pieno regime con massima capienza, arriva Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, il nuovo capitolo del grande affresco dei Marvel Studios che, tra serie tv originali su Disney+ e lungometraggi al cinema, ci sta regalando un anno ricchissimo di eroi, vecchi, ma anche nuovi, grazie alla nuova pellicola diretta da Destin Daniel Cretton. Siamo infatti di fronte a una storia d’origine per un personaggio che, sulla carta, non ha mai avuto grande successo (le sue storie risalgono agli anni ’70), ma che è sembrato perfetto a Kevin Feige per portare avanti un progetto che potesse fare per la comunità asiatica quello che Black Panther ha fatto per quella di colore. 

All’insegna della rappresentazione di una fetta di pubblico vastissima, Shang-Chi arriva dunque in sala con una responsabilità molto grande, che però non sembra avere paura di fronteggiare. 

shang-chiShang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, la storia

Dall’alba dei tempi, fino agli anni ‘90 Xu Wenwu possiede i Dieci Anelli, manufatti leggendari che gli conferiscono una potenza inaudita in battaglia, esaltando ogni sua dote di guerriero. Nel corso dei secoli, Wenwu conquista terre e potere, portando alla gloria l’organizzazione dei Dieci Anelli, che lui stesso presiede. Quando però va alla ricerca di un regno nascosto che gli conferirà ancora più potere, si imbatte in Li, guardiana dell’ingresso a quel luogo incantato, e qui l’impensabile succede. Wenwu e Li si innamorano, lui rinuncia ai suoi anelli, lei ai poteri del suo popolo, si consacrano l’uno all’altra, fino a che il passato dell’uomo non si ripresenta sotto forma di vendetta. La nostra storia fa qui un balzo in avanti e comincia, da quando il piccolo Shang-Chi, figlio di Wenwu e di Li, è ormai un giovane uomo che per vivere… fa il parcheggiatore! 

Volendo fuggire dal suo destino, Shang si è rifugiato in una vita ordinaria che conduce a cuor leggero insieme alla sua amica del cuore, Katy. Quando il passato verrà a bussare alla sua porta, Shang dovrà decidere di prendere in mano la sua vita, e così insieme all’amica Katy e alla sorella Xialing-Chi si prepara per affrontare il suo destino.

Un personaggio di serie B riceve un trattamento da serie A

Nel redigere questa recensione di Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, non si può non sottolineare quanto sia vero ciò che è stato detto già dai giornali USA, ovvero che “un personaggio di serie B riceve un trattamento cinematografico da serie A”. E non ci può essere una definizione migliore per questa avventura che rappresenta la prima vera e autentica svolta fantasy all’interno del Marvel Cinematic Universe. 

Cretton ha a sua disposizione non solo tutto l’arsenale di effetti visivi in forze alla Disney, ma con questa storia che sfonda le porte dell’Oriente attinge anche ad un nuovo (per il MCU) linguaggio che strizza l’occhio proprio a quell’immaginario dell’Est del mondo, tra coreografie di contri, discipline di combattimento, e anche un bestiario fantastico che arricchisce il film e contribuisce a raccontare una storia piena e avvincente, ideale per sopperire ad una eventuale mancanza di interesse nei confronti di un personaggio così poco noto. Ci teniamo tuttavia a ricordare agli spettatori riluttanti che prima del 2008 persino Iron Man era un personaggio di Serie B, per cui la sorte di Shang-Chi è tutta da scrivere, ed è indipendente dal suo successo nel fumetti!

shang-chiUn grande cast per la prima avventura fantasy dei Marvel Studios

Se il grande minus del film è appunto un protagonista poco conosciuto e una mitologia completamente da presentare, i plus sono numerosi, a partire da un cast carismatico, che trova ovviamente le sue punte di diamante in Tony Leung e Michelle Yeoh, ma che si fregia anche di un ottimo attore protagonista, Simu Liu, e della trascinante Awkwafina, che qui mette il suo talento comico al servizio di un blockbuster. 

Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli è il frutto di una contaminazione del linguaggio che sembra tener presenta persino il mercato editoriale dei fumetti, visto che soprattutto nel finale, nelle sequenze di scontro più spettacolari, più che quello di un film d’azione, adotta il linguaggio dell’anime (e sappiamo che per quello che riguarda il mercato del fumetto, i manga sono in rapidissima ascesa) che aumenta la spettacolarità ma anche la novità agli occhi di un pubblico che ancora “piange” Tony Stark e Steve Rogers. 

Il futuro è “multiversale” e condiviso

La sforzo della Marvel, in questo momento, è tutto concentrato nello gettare basi solide e nel proporre personaggi accattivanti, che abbiano un mercato sicuro, e che possano sostituire degnamente gli eroi e le storie che fino a questo momento hanno fatto la fortuna del franchise. Per farlo, Feige e la sua squadra si stanno affidando non solo ai vecchi personaggi (lo Spider-Man di Tom Holland è super atteso, per non parlare del successo delle serie tv Disney+ con Loki, Scarlet Witch e Sam Wilson), ma anche regalandocene di nuovi. Shang-Chi, la cui storie è finemente intessuta dentro all’arazzo dell’universo/multiverso condiviso, è soltanto il primo di una lunghissima serie che aspetta soltanto di avere la sua possibilità di fare breccia nel cuore dei fan.