Source Code

Arriva al cinema distribuito da 01 Distribution Source Code, il film di genere fantascienza,  diretto da Duncan Jones, con protagonisti Jake Gyllenhaal e Vera Farmiga.

 

Il capitano Colter Stevens si risveglia su un treno in un corpo che non è il suo, non capisce come ci è finito ma all’improvviso il treno esplode e lui si risveglia in una capsula senza sapere esattamente dove si trova. Vede solo in uno schermo una donna in uniforme, Goodwin, che gli spiega la situazione: lui è stato scelto per entrare nel Source Code, un software che permette ad una persona compatibile con il sistema di entrare nel corpo di una persona negli ultimi 8 minuti della sua vita. Colter dovrà quindi ritornare nel corpo dello sconosciuto ripetutamente fino a che non riuscirà a trovare l’attentatore e la bomba sul treno.  Ma quando il destino di Colter incrocia la sua strada, incarnato nella bella Christina, il soldato capirà che la sua missione non è solo scoprire chi è il terrorista, ma salvare anche la donna che in quegli 8 minuti eterni ha imparato ad amare.

Duncan Jones, reduce dall’ottimo lavoro presentato con Moon, porta sullo schermo questa storia scritta da Ben Ripley ed interpretata da un cast eccellente che accanto al protagonista Jake Gyllenhaal, vede una bella coppia di signore: Vera Farmiga e Michelle Monaghan. Source Code pur non essendo nato dalla mente di Jones, presenta molte affinità con l’opera prima del regista, su tutte la rarefazione dei personaggi e del mondo che si muove intorno ad essi e la dimensione claustrofobica dello spazio che li ingabbia e contemporaneamente è anche spazio aperto, libero e infinito. Si sprecano infatti, nella spettacolare sequenza d’apertura, le panoramiche di Chicago, estremamente bella sotto il sole, in contrapposizione con l’oscura vastità interstellare di Moon.

Ad un inizio leggermente noioso segue un film importante, ben girato e scandito da un montaggio eccellente. Jones conferma il suo talento e ci racconta una storia di fantascienza ma allo stesso tempo una storia umana, di un uomo in particolare, che fino alla fine della sua vita si dedica agli altri e finalmente trova poi la forza di fare qualcosa per sé. Jake Gyllenhaal offre una performance ordinaria, e come al solito si rivela un attore diligente, perfettamente calato nel ruolo del soldato, senza però strafare e lasciando comunque l’impressione che quello che fa il suo personaggio non sia nulla di straordinario: il suo Colter sbaglia, picchia e viene picchiato, si arrabbia e si innamora, proprio come ogni persona normale.

Source Code trova nel suo finale un perfetto coronamento, grazie anche ad una colonna sonora funzionale e ad un racconto lineare e chiaro per quanto lo consente il complesso meccanismo alla base della trama del film. La fantascienza è fatta da uomini che si rapportano a tecnologie superiori, ma qui l’uomo riesce a piegare questa tecnologia estranea con la propria forza di volontà diventando artefice del proprio futuro e riscrivendo la (sua) storia. Film potente e mozzafiato, Source Code è sicuramente da vedere poiché alla buona fattura e alla storia non originalissima, ma raccontata con precisione ed efficacia, unisce il ritratto di una grande personalità tutta umana.