The Courier recensione

Il motivo hitchcockiano dell’uomo ordinario calato in una situazione straordinaria è un po’ il piedistallo drammatico di The Courier – L’ombra delle spie, spy story diretto da Dominic Cooke (che aveva esordito al cinema con il debole adattamento di Chesil Beach di Ian McEwan): la storia raccontata è quella vera di Greville Wynne, uomo d’affari britannico che durante la Guerra Fredda aiutò la CIA a penetrare nel programma nucleare sovietico facendosi aiutare dalla sua fonte russa, Oleg Penkovsky. Pochi sanno che il contributo dei due fornì le informazioni cruciali che posero fine alla crisi dei missili cubani, e The Courier li celebra nel segno della classica formula eroica-biografica.

 

The Courier, la recensione

Prevedibilmente il film si muove all’interno della grammatica di genere provocando una serie di déjà vu cinematografici fin troppo recenti nella memoria collettiva: ci sono schegge de Il ponte delle spie di Steven Spielberg – riprendendo la dinamica del rapporto tra due personaggi di schieramenti diversi che collaborano per un fine comune – e di The Imitation Game, il biopic su Alan Turing, e non soltanto per la presenza di Benedict Cumberbatch (che qui interpreta il protagonista Wynne), ma anche per il tono e l’andamento, la gestione dei momenti più sentimentali e i ruoli ben definiti dei personaggi all’interno dell’impianto drammaturgico.

Cooke viene dal teatro e si sente, perché sembra prediligere l’azione che provocano i dialoghi anziché insistere sugli spostamenti tra Inghilterra e Russia. A sostenerlo, più che in Chesil Beach, è proprio la “confezione” produttiva, dalla suggestiva e plumbea fotografia di Sean Bobbitt (Hunger, Shame, 12 anni schiavo e Widows) alle musiche di Abel Korzeniowski (Animali Notturni, Penny Dreadful), senza contare la fortuna di avere nel cast attori del calibro di Cumberbatch, Rachel Brosnahan e Jessie Buckley. E nell’insieme il film funziona, forse grazie alla spinta dell’ordinario che diventa straordinario e che ci ricorda come sono le persone che non ti aspetti a cambiare il corso della storia. Nel bene e nel male.