Per la rubrica film d’animazione ecco la recensione di Tormenti di Filiberto Scarpelli, e basato su una sceneggiatura di Furio Scarpelli.

Tormenti  – L’inconfondibile voce di Omero Antonutti invade la piccola sala proiezioni della Casa del Cinema di Roma, al piano terra. Lo fa narrando una storia antica ed allo stesso tempo contemporanea che, sotto gli occhi dello spettatore, si trasforma in un dono pieno di poesia.

Tormenti, presentato al Festival del Cinema di Roma il 3 Novembre 2011 ed ultima sceneggiatura scritta da Furio Scarpelli, è diretto dal regista Filiberto, nipote del grande sceneggiatore. E’ un ‘film disegnato’ e non ‘d’animazione’ in cui l’attenzione per l’aspetto puramente formale, caratteristica quasi onnipresente nel cinema contemporaneo nostrano e mal tollerata da Scarpelli negli ultimi anni della sua vita, si fanno da parte, per cedere di nuovo alla storia il ruolo da protagonista. La vicenda si svolge durante il Ventennio fascista e narra le peripezie dell’avvocato Rinaldo Maria Bonci Paonazzi, protagonista viveur, narcisista, ottuso ed allo stesso tempo tragico, e della giovane ed ingenua stiratrice diciannovenne Eleonora, detta Lolli, sedotta dall’elegante ma vacuo Rinaldo che infine abbandonerà, per seguire l’idealista Mario Marchetti. Solo allora Rinaldo, rimasto solo a combattere con le proprie contraddizioni e con i fantasmi del passato si accorgerà di aver davvero amato la ragazza. Questa consapevolezza lo renderà folle ma paradossalmente più ‘intelligente’ di quanto non fosse mai stato… Sullo sfondo c’è una Roma che tenta di trasformarsi ad immagine e somiglianza del Duce, ma anche la guerra civile spagnola, occasione di ‘riscatto’ per molti italiani insofferenti al potere delle camicie nere.

Tormenti: recensione del film di Filiberto Scarpelli

A ‘dar voce’ alle illustrazioni, Luca Zingaretti (Rinaldo), Valerio Mastrandrea (Mario), Antonutti, nel ruolo del narratore, Elio Pandolfi, poliedrico interprete di diversi personaggi, ed un’indimenticabile Lolli-Alba Rorwacher.

I disegni di Furio Scarpelli, in mostra alla Casa del Cinema fino al 20 Novembre, avrebbero trovato un grande ammiratore in Federico Fellini che, nel celebre Libro dei Sogni, tratteggiò volti simili a quelli della prostituta spagnola Carmen che farà comprendere a Rinaldo che ‘non è necessario essere fascisti per amare la propria patria’…

Così la sceneggiatura di Furio, Filiberto e Giacomo Scarpelli, insieme alle musiche sapientemente composte da Bruno Moretti, ci regalano 80 minuti di ottimo cinema e dei personaggi che, forse più di attori in carne e ossa, appaiono circonfusi di ironica e struggente umanità.