venezia

Anche quest’anno Venezia sarà bella ma non ci vivremmo.

Sebbene ci piacciano il Festival e la sua magica atmosfera – soprattutto la sera quando si alza la marea e il Lido comincia a puzzà de pesce che manco una discarica – dopo i nostri bravi dieci giorni di isolamento dedicati alla Mostra, ce ne vorremo sicuramente tornà a casa e alle nostre vite, dato che ce le abbiamo. In quei dieci giorni, però, saremo sempre presenti sul blog di Cinefilos che ormai è diventata una piacevolissima tradizione, supportata e consolidata dai giudizi entusiastici di endorser e influencer di altissimo livello e totalmente super partes, tra cui noi, il sito che ci pubblica, i nostri fidanzati e Nonna Papera che, si sa, ne capisce di torte e dunque anche di cinema, incontrovertibilmente. Per il resto abbiamo deciso di dedicare la nuova grafica a Dunkirk, mica tanto per il film di Nolan – tanto ancora non ne possiamo parlare e quando sarà scaduto l’embargo ci saremo rotti il cazzo e parleremo di altro, tipo della versione porno di Spider-Man: Homecoming, che nemmeno deve modificare troppo il titolo – ma perché Dunkirk altrimenti conosciuta come Dunkerque, la città portuale tra la Francia e il Belgio dove ebbe luogo l’epica  evacuazione navale su larga scala delle Forze Alleate assediate dai crucchi cattivi, è un po’ come il Lido. Pure quella è un posto bello, con le sue bianche spiagge e le onde impetuose che si infrangono sul bagnasciuga, ma non ci vivremmo, che è un modo carino per dire quello che ne riportò Catherine Deneuve un paio di anni fa quando ci girò un film che poi andò a Cannes. Ovvero, che Dunkerque era un posto demmerda, e giusto un’evacuazione, ci potevano fare. Non che il film in questione fosse molto meglio, eh, ma tralasciamo. Era La Tête haute, per la cronaca. Ve lo eravate scordati? Tranquilli, anche lei.

Dunkirk oggi

Per il resto di migliorarci non ce ne sbatte una sega, siamo già i migliori di sempre, perché quest’anno tutto è il migliore di sempre: “Il miglior Spider-Man di sempre”, “Il miglior Nolan di sempre”. Anche i ristoranti del Lido ci daranno “Il miglior servizio di sempre”. Pure perché fà più schifo de quello degli altri anni è difficile. Sempre massima fiducia invece in Raucone e nella sua squadra – perché sì, sticazzi delle gerarchie, per noi Emanuele Rauco è il capo e Venezia la costruisce tutta lui da solo nel suo castello alla Giudecca come Edward Mani di Forbice scolpiva statue di ghiaccio – per la selezione dei film. Che si preannunciano già leggeri e allegrotti come del resto è immaginabile in un Festival che l’anno scorso ha aperto con un musical: c’è un film di cannibali, uno ambientato in un carcere dove si compiono inusitati atti di violenza, un documentario sugli esorcismi (girato da William Friedkin, quello de L’Esorcista, che amorevole rimando) quindi già ci aspettiamo vomito, sangue e merda a palate. Che è quello che tutti, in fondo, vogliamo, secondariamente solo al Vero Amore.

Quindi non cambiamo di una virgola: il tema e il tono del blog restano gli stessi degli scorsi anni: perculare un po’ i film perculabili, ed essere onesti su quelli che ci danno un brivido (buttalo via di sti tempi), anche se dipende dal brivido eh, non vi promettiamo niente. Anche andare a fare pipì dà i brividi, a volte. Ancora una volta il nostro spazio virtuale avrà tanti ospiti assolutamente sconosciuti e a volte anche inventati, qualche foto cazzona e tutte le verità scomode come i letti sui quali dormiamo scomodamente, i cessi in stato di abbandono in cui scomodamente ci avventuriamo, le polente sfatte che addentiamo di corsa tra una proiezione e l’altra, digerendo scomodamente seduti sul nostro trespolo da sala stampa, e cose così. Come sempre, faremo ride, ma nel nostro caso è un merito. L’edizione di quest’anno è dedicata all’attacco dei droni, e non ci sono paragoni. Oggi per voi questa cosa non ha molto senso, ma col tempo, capirete.  Vi promettiamo saghe epiche con effetti speciali, racconti benedetti da Nolan – e senza embargo – e come sempre omaggi al grande cinema necessario. Marinelli interpreterà sicuramente qualcuno, statene certi. Magari il ristoratore vegano del Lido che si compra due banane così una se la magna. Sarà un blog di formazione, alla fine i protagonisti impareranno qualcosa. Ma se la dimenticheranno, per non distanziarsi dal pubblico che è naturalmente composto da capre.

il Lido

Vi siete sentiti offesi? Bene. Significa che stiamo diventando delle blogstar e dei veri influencer, per i quali, è risaputo, la strategia migliore per conquistare lettori è insultare il proprio pubblico.

Ci vediamo al Lido, sacchi di mucillaggine. Nel frattempo ricordatevi che noi abbiamo visto Dunkirk e voi ancora no.