AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema, che rappresenta 126 manifestazioni tra festival, rassegne e premi su tutto il territorio nazionale, è stata ricevuta il 3 marzo 2026 in audizione presso la VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge sul cinema e l’audiovisivo (C. 2360 Schlein, C. 2578 Mollicone e C. 2731 Amato).
Nel corso dell’incontro, l’associazione ha consegnato una memoria scritta incentrata sulle criticità strutturali del comparto Promozione e sulle possibili soluzioni normative per rafforzarne l’organizzazione in vista di una riforma complessiva del settore. AFIC ha ribadito di rappresentare non solo festival e premi, ma un’intera filiera composta da piccole e medie imprese culturali, realtà del Terzo Settore, giovani professionisti e volontari che operano stabilmente nel campo della diffusione cinematografica.
Uno dei punti centrali sollevati riguarda la scarsa attenzione riservata al comparto della Promozione nelle proposte di legge in discussione. L’associazione ha sottolineato come la valorizzazione delle opere, la costruzione dell’identità culturale e la formazione del nuovo pubblico passino in modo determinante attraverso festival e manifestazioni, che negli ultimi anni hanno assunto un ruolo sempre più strategico anche per il cinema indipendente.
Tempi certi, triennalizzazione e criteri oggettivi: le proposte per riformare il sistema dei contributi
Nella memoria consegnata alla Commissione, AFIC ha avanzato proposte operative per riorganizzare in maniera più efficiente il sistema dei finanziamenti alla Promozione. La priorità indicata è la certezza dei tempi di erogazione dei contributi statali, con finestre annuali predeterminate, pubblicazione dei bandi entro novembre dell’anno precedente e risultati comunicati entro 60 giorni.
Tra le richieste figura anche la triennalizzazione dei contributi per festival, rassegne e premi, accompagnata da un monitoraggio annuale degli obiettivi raggiunti. L’accesso ai bandi dovrebbe essere riservato a soggetti che abbiano dimostrato continuità di attività nel triennio precedente, solidità culturale, coerenza progettuale e stabilità economica.
AFIC propone inoltre criteri di valutazione più trasparenti e oggettivi, con soglie quantitative misurabili e motivazioni scritte in caso di esclusione. Viene suggerito anche un maggiore coordinamento tra Stato, Regioni, Comuni e Film Commission per favorire uniformità di giudizio e una distribuzione più equilibrata delle risorse, anche attraverso l’introduzione di un tetto massimo finanziabile per ciascun progetto.
I dati presentati dall’associazione evidenziano l’impatto concreto delle manifestazioni cinematografiche: tra marzo 2024 e febbraio 2025 si sono registrate 2,1 milioni di visioni di film all’interno dei festival italiani, con una crescita del 4% rispetto all’anno precedente e una forte partecipazione della fascia 15-34 anni. Numeri che, secondo AFIC, dimostrano come la Promozione non sia un segmento marginale, ma un elemento strutturale per la vitalità del sistema cinema e per il contrasto alla desertificazione culturale in molte aree del Paese.
L’appello finale rivolto alla politica è chiaro: senza festival, rassegne e premi diffusi capillarmente sul territorio nazionale, il rischio è quello di impoverire il patrimonio culturale e di marginalizzare ulteriormente il cinema indipendente e i nuovi talenti. La riforma del settore, secondo AFIC, non può prescindere da un riconoscimento pieno e strutturato del ruolo della Promozione.
