Il 14 luglio presso la sala conferenze della Società Svizzera di via Palestro a Milano, si è svolta la presentazione ufficiale del Festival del film di Locarno giunto quest’anno alla 64ma edizione che si terrà dal 3 al 13 agosto.

 
 

Di fronte ad un nutrito numero di giornalisti il console generale Massimo Baggi ha aperto la conferenza facendo gli onori di casa e sottolineando il forte carattere innovativo del Festival elvetico che si propone al contempo di “irradiare e promuovere l’italianità della regione”.

La parola è quindi passata al presidente della Società Svizzera Marco Solari che ha illustrato a larghe linee le peculiarità della prossima edizione del Festival riassumendole in tre punti: “ricerca dell’efficienza, qualità del programma artistico e ricerca di una propria unicità da raggiungere con spirito libero e ribelle”.

Poche e mirate parole del direttore operativo Marco Cacciamognaga il quale ha semplicemente presentato la nuova piattaforma multimediale Pardo Live e il programma sulla mobilità sostenibile per raggiungere Locarno e per muoversi all’interno dei luoghi del Festival.

Quindi la parola è passata finalmente al direttore artistico Olivier Père il quale è entrato nel dettaglio del programma e dei film in concorso. Quest’anno il concorso internazionale prevede 20 lungometraggi di cui 14 in prima mondiale. In questa sezione il cinema italiano è rappresentato da un’unica presenza, “Sette opere di misericordia” dei fratelli Gianluca e Massimiliano De Serio, un opera che Père considera “un film d’autore molto atteso dalla critica”.

Tra gli altri titoli in concorso si può notare come il Festival mantenga un ampio respiro geografico e culturale promuovendo e dando spazio a film provenienti da realtà lontane, difficili e molto diverse tra loro come testimonia la compresenza di produzioni libanesi, rumene, israeliane e giapponesi. Molte, ovviamente, le produzioni svizzere e anche statunitensi.

Per quanto concerne i film fuori concorso il direttore Olivier Père ha tenuto a sottolineare la presenza di due interessantissimi documentari italiani da lui definiti molto coraggiosi e di grande impegno sociale: “Milano 55%” di Luca Mosso e Bruno Oliviero trattante il tema delle ultime elezioni amministrative milanesi e sopratutto “Tahrir” di Stefano Savona girato al Cairo durante i giorni turbolenti della rivoluzione egiziana di pochi mesi fa.

“L’Estate di Giacomo” di Alessandra Comodin è invece l’unica presenza italiana nella sezione Concorso Cineasti del presente, una sezione quest’anno più compatta rispetto agli anni passati con lo scopo, come afferma lo stesso Père, “ di garantire ai giovani cineasti indipendenti una maggiore visibilità”. La sezione sarà composta da 14 lungometraggi costituenti solo opere prime e seconde.

Quindi il direttore artistico si è soffermato sulle personalità che presenzieranno in p.zza Grande durante le giornate del Festival, tra queste ha ricordato: Claudia Cardinale, che riceverà un premio alla carriera e parlerà di Fellini ( a cui sarà dedicata una rassegna), Kabir Bedi ( legato alla rassegna sui classici del cinema indiano), Bruno Ganz, Ingrid Caven, Hitoshi Matsumoto e molti altri tra cui Abel Ferrara.

Il regista statunitense riceverà il Pardo d’onore Swisscom la sera del 5 agosto quando saranno trasmesse le prime immagini del suo nuovo film “4:44 – Last day on earth” con Willem Dafoe e Shanyn Leigh.

Il programma del 64mo Festival del film di Locarno prevede, tra le altre cose, anche un’interessante retrospettiva su Vincent Minnelli cui proiezioni saranno, come di consueto, accompagnate da presentazioni di critici  e cineasti. Ad ulteriore contributo di questa retrospettiva sarà organizzata una tavola rotonda e si ascolterà la preziosa testimonianza di Leslie Caron che ricorderà il suo sodalizio con il grande maestro della commedia musicale americana attraverso la sua autobiografia “Un francaise à Hollywood”.

Evento nell’evento sarà l’anteprima europea di “Cowboys & aliens” l’ultimo film prodotto da Spielberg che sarà trasmesso in piazza Grande alla presenza dei due grandi protagonisti Harrison Ford e Daniel Craig.

La conferenza si è quindi chiusa con alcune domande dei giornalisti presenti. Di particolare interesse la risposta data dal presidente Marco Solari a chi gli chiedeva un confronto con Venezia. Solari ha riconosciuto come “i festival siano sempre ed immancabilmente in concorrenza tra loro” ed ha amaramente ammesso come “il mio rimpianto principale è che i film italiani vogliono andare solo a Venezia”, snobbando di fatto quello che è il secondo festival di lingua italiana per importanza.

Ultima parola a Olivier Père che a chi gli chiedeva di dare un aggettivo alla 64ma edizione del Festival del Film di Locarno ha risposto: “Eccitante!”.

Speriamo sia davvero così.