Certo il Festival è importante, ma oltre ai film e al concorso ci sono anche avvenimenti di contorno che sono succulenti da raccontare.

I look da red carpet ad esempio o le feste più glamour, cosa mangiano i divi, ma a Venezia succedono anche cose strane, soprattutto più si va avanti, e quindi aumenta la stanchezza, più è facile che queste cose accadano.

In questi giorni ad esempio, sembra che i proiezionisti stiano iniziando a dare segni di cedimento:

il film a sorpresa della mostra, il filippino People mountain, people sea, che racconta di una vendetta non portata a termine, non ha avuto vita semplice; la prima proiezione della mattina, quella riservata alla stampa, è stata annullata, mentre quella pomeridiana è stata interrotta per fuga del pubblico dalla sala, che avvertiva un forte odore di bruciato. Alla fine, si è scoperto che un faretto surriscaldato aveva generato il problema.

Ben meno drammatica ma più pittoresca la proiezione del documentario su Vasco Rossi, Questa storia qua, assente il rocker, che però manda un messaggio via web, era presente un intero pullman di abitanti di Zocca, il suo paese natale, poiché la stessa regista, Sybille Righetti è originaria di lì, e, si scopre durante la visione del film, i suoi genitori hanno messo su la prima radio indipendente nel piccolo paese dell’Emilia Romagna proprio con Vasco Rossi.

Subito dopo i titoli di testa, la proiezione acquista un tono da visione casalinga: grida di approvazione e applausi per ogni viso conosciuto del paese, un gran divertimento anche per chi non conosceva i personaggi.

Le lotte per l’ingresso alle sale sono poi da antologia della tattica di guerra. Gli accreditati sono divisi in fasce di importanza, identificati dai colori:il badge rosso entra per primo in tutte le sale, seguito dal blu, dal giallo e dal verde.

Giallo e verde sono rispettivamente gli accrediti per i periodici e siti web e gli accrediti culturali che devono sviluppare molta pazienza o molta furbizia, perché si prospettano lunghe attese spesso a vuoto. Alla proiezione di Shame di Steve McQueen, ad esempio, con biglietti esauriti e accrediti in fila per oltre un’ora, persone che si erano allontanate lasciando il compagno a tenere il posto per prendere generi di conforto necessari a sopravvivere all’attesa, ossia acqua e snack, sono stati presi a male parole al loro ritorno, difesi solo da chi poteva testimoniare la presenza in fila.