Risale a un paio di mesi fa la notizia delle trattative in corso di Kimberly Peirce, regista di Boys Don’t Cry, per dirigere il remake di Carrie, tratto dall’omonimo romanzo che lanciò la carriera di Stephen King, precedentemente portato sullo schermo da Brian de Palma, con Sissy Spacek protagonista. Mentre la regista sembra effettivamente aver chiuso l’accordo, arriva ora il momento della difficile scelta della protagonista, che dovrà confrontarsi con la Spacek, che all’epoca interpretò alla perfezione la diafana e remissiva Carrie, pronta a trasformarsi in un’autentica furia vendicatrice. Tra le aspiranti al ruolo sembra essere in pole position Chloe Moretz (Let me in, Hugo), che in effetti vanta anche una certa somiglianza con la Spacek; altro nome circolato è stato quello di Haley Bennett,  che vanta però un’esperienza sensibilmente inferiore rispetto a quella della Moretz, anche se la vremo presto in una pellicola ‘di peso’ come Lawless di Terence Malick. l progetto si trova comunque ancora nelle fasi embrionali. In Carrie (sottotitolo: Lo sguardo di Satana), si narra di un’adolescente alle prese con la propria maturazione fisica, i primi turbamenti senitmentali, e tutti i problemi tipici dei caratteri sensibili e remissivi di fronte alla spietatezza del mondo scolastico. La ragazza, che dopo aver subito la sua dose di umiliazioni quotidiane a scuola, deve avere a che fare casa con una madre invasata e fanatica religiosa (nell’originale interpretata da Piper Laurie, nel remake si starebbe pensando a Julianne Moore o Jodie Foster), sviluppa poteri telecinetici, che la porteranno a compiere una strage in occasione del ballo della scuola di fine anno, trasformato da alcune studentesse nell’occasione dell’umiliazione definitiva della protagonista. La trasposizione fattane da De Palma si ricorda come uno dei migliori adattamenti della narrativa di Stephen King; il fatto che questo remake sia diretto dalla Peirce, che in Boys Dont’ Cry mostrò di saper ben tradurre sullo schermo i tormenti dell’adolescenza, fa comunque ben sperare.
 
Fonte: Empire