Si è spento la notte scorsa nella sua casa di Hollywood Hills lo scrittore, saggista e sceneggiatore statunitense Gore Vidal. Vidal è stato letteralmente uno dei  giganti della letteratura americana degli ultimi 50 anni: la sua opera forse più famosa è La statua di sale, romanzo probabilmente autobiografico con protagonista un giovane che prende coscienza della propria omosessualità. Negli anni ’50 Vidal comincia la propria collaborazione col mondo del cinema, che lo porterà ad essere tra gli sceneggiatori del colossal Ben-Hur, diretto da William Wyler: Vidal si incaricò, assieme a Cristopher Fry, di rivedere la sceneggiatura originale, scritta da Karl Tunberg; tuttavia il contributo dei due al film non è mai stato accreditato dall’Associazione degli Sceneggiatori. Vidal collaborerà anche con Jospeh L. Mankiewicz, per Improvvisamente l’estate scorsa.

Pur diradandosi negli anni successivi, il rapporto dello scrittore del mondo del cinema proseguirà nel corso del tempo, ad esempio in occasione di Parigi Brucia? di René Clement e nel Siciliano di Michel Cimino. Vidal ha collaborato anche col cinema italiano (va infatti ricordato che negli anni ’70 si trasferì a vivere a Ravello, sulla Costiera Amalfitana), in particolare con Tinto Brass per Io, Caligola (sebbene in seguito chiese che il suo nome fosse ritirato dai credits per le modifiche troppo estese apportate alla sua sceneggiatura) e con Francesco Rosi per Dimenticare Palermo. Ha inoltre interpretato sè stesso in Roma di Fellini, ha recitato in With Honors (110 e lode, protagonista Brendan Fraser) diretto da Alex Keshishian e in Gattaca – La porta dell’Universo; ha partecipato al documentario Gli Stati Uniti contro John Lennon e ha goduto anche di una versione ‘simpsoniana’ in un episodio della diciottesima stagione della serie.