Tinto Brass film

Considerato il maestro del cinema erotico italiano, Tinto Brass si è affermato nel corso della sua carriera come regista originale e provocatorio, capace di sfidare tanto il buoncostume quanto le istituzioni. Con i suoi film, non tutti appartenenti al genere erotico, ha infatti costruito un immaginario ancora oggi lucido nelle menti dei suoi spettatori, incantati dalla grazia con cui il regista milanese ha saputo trattare temi spesso tabù. Ancora oggi, nonostante si sia pressocché ritirato, Brass rimane una figura emblematica, che ha saputo a modo suo raccontare l’Italia e l’italianità dei suoi tempi.

Ecco 10 cose che non sai di Tinto Brass.

1Parte delle cose che non sai sul regista

Tinto Brass libri
 

Tinto Brass: i suoi film

10. Ha scritto e diretto celebri lungometraggi erotici. Brass debutta alla regia con il lungometraggio Chi lavora è perduto (1963), incentrato sul disagio giovanile. Si trova poi a dirigere film di vario genere come Il disco volante (1964) e Yankee (1966), per poi tornare su registri più intimi con Col cuore in gola (1967), L’urlo (1968) e Nerosubianco (1969). Il suo cinema vira poi sull’erotico a partire da Salon Kitty (1975), a cui seguiranno celebri titoli come Caligola (1979), con Helen Mirren, Action (1979). La chiave (1983) è il titolo che gli dà maggior fama, e in seguito a questo girerà altri noti film erotici come Miranda (1985), Capriccio (1987), Paprika (1991), Così fan tutte (1992), L’uomo che guarda (1994), Fermo posta Tinto Brass (1995) e Monella (1998). A partire dal nuovo millennio dirige invece Tra(sgre)dire (2000), Senso ’45 (2002), Fallo! (2003) e Monamour (2005).

9. È anche produttore, montatore e attore. Nel corso della sua carriera Brass si è divertito a ricoprire diversi ruoli sul set, non limitandosi così alla regia e alla sceneggiatura. In molti dei suoi film è infatti possibile vederlo in più o meno brevi cameo, che divennero così una sua caratteristica ricorrente. Brass, inoltre, desiderava poter avere il pieno controllo sulle proprie opere, e per ciò ricoprì anche il ruolo di montatore, svolgendo tale attività per molti dei suoi titoli, assicurandosi così che assumessero la forma da lui desiderata. Negli anni, inoltre, Brass è stato anche produttore, in particolare della serie intitolata Tinto Brass Presents Erotic Short Stories.

8. Gli fu offerta la regia di un celebre film. I primi film di Brass raggiunsero una certa notorietà anche al di fuori dei confini nazionali, e in particolare il regista ha ricordato di come Nerosubianco piacque molto negli Stati Uniti, a tal punto che la Warner Bros. lo contattò per dirigere il film Arancia Meccanica. In quel periodo, tuttavia, Brass era impegnato a terminare il film L’urlo, che per via della censura dovette subire diversi rimaneggiamenti con conseguenti ritardi nella distribuzione. Preferendo dedicarsi a tale progetto, egli perse così l’incarico e il film venne poi affidato al celebre Stanley Kubrick.

Tinto Brass e i suoi libri

7. Ha scritto diversi libri. Brass non ha mai nascosto anche uno spassionato amore per la letteratura. Non solo diversi dei suoi film sono tratti da opere letterarie, ma Brass stesso si dedicò negli anni alla scrittura di alcuni libri, prevalentemente di carattere saggistico. Tra questi si ricordano Donne fatali, Neo Noir, del 1995, Monella, la storia di un’iniziazione amorosa, del 1998, ed Il cinema secondo Brass, del 2005. Nel 2006 ottiene grande notorietà il suo Elogio del culo, seguito poi da Elogio della donna erotica nel 2008. Nel 2014 scrive invece Madame Pipì insieme alla moglie.

6. Il suo Elogio del culo ha avuto molto successo. Composto da circa 30 pagine, il libretto Elogio del culo ottenne particolare successo al momento della sua uscita, facendo crescere il proprio prezzo di vendita. All’interno di esso, attraverso la forma letteraria del dialogo, il regista introduce alle virtù, non solo estetiche, della parte anatomica in questione. Partendo così dal conflitto tra erotismo e pornografia, il regista giunge alla formulazione di quella che può essere definita una vera e propria poetica, ritrovabile poi in tutto il suo cinema.

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