Jared-Leto-Festival-di-Roma-2013Sono 30 secondi per Marte e 42 candeline per Jared Leto, che però sembra ancora un pischello: saranno gli occhioni azzurri e quel viso da cherubino, sarà che come hobby fa la rockstar di fama mondiale e quindi è sempre giovane inside…

 

E pensare che un tempo – quando ancora si tagliava i capelli –  studiava pittura all’università, ma poi deve aver capito che la sua strada era la recitazione e ci si è buttato a capofitto, prima con la teoria (alla School of Visual Arts di New York) e poi con la pratica. Nel ’92, infatti, il giovane Leto si trasferisce a Los Angeles e comincia subito ad apparire in TV, fino ad aggiudicarsi il ruolo del rubacuori Jordan Catalano nella serie My So-Called Life, che in breve lo trasforma in un teen idol. Nel ’95 è ormai pronto per il grande schermo, dove debutta col drammatico Gli anni dei ricordi, anche se il primo ruolo da protagonista arriva solo nel ‘97 col biografico Prefontaine. In questo periodo Jared rischia addirittura di affondare col Titanic, visto che tra i papabili per Jack Dawson figura anche il suo nome… peccato che lui non si presenti al provino. Chissà come sarebbe andata se fosse stato lì al posto di Leo. Magari adesso Di Caprio andrebbe in giro vestito di pelle a incendiare i palchi di mezzo mondo con la sua chitarra. Magari no. Comunque gli anni Novanta si concludono egregiamente per Leto, con pellicole come La sottile linea rossa, Girl, Interrupted e Fight Club. E malgrado Fincher lo abbia fatto pestare a sangue, Jared tornerà a lavorare con lui anche in Panic Room (il più grande successo al box office per l’attore), non prima, però, di aver preso parte all’adattamento di American Psycho con/contro Christian Bale, e di aver perso 13 chili per interpretare l’eroinomane protagonista dell’allucinato Requiem for a Dream di Aronofsky. Si narra che, per preparare al meglio la sua performance, Leto per qualche tempo abbia vissuto in strada, e che abbia rinunciato al sesso per un paio di mesi così da comprendere a fondo l’astinenza. Il film è ormai un cult, ma a lui deve essere costato non poco, se alla fine delle riprese è scappato in Portogallo e si è chiuso in un monastero. Leggenda metropolitana? Chissà. Di certo è leggendaria la sua band – i 30 Seconds to Mars –  fondata nel ’98 col fratello maggiore Shannon e lanciata ufficialmente col primo album nel 2002. Leto per un po’ abbandonerà il set per dedicarsi full time alla carriera di rocker, salvo poi tornare al cinema nel 2004 – con un tempismo non invidiabile – per l’ Alexander di Oliver Stone (una canzoncina in più non gli avrebbe fatto male, ecco). Sarà il flop della rentrée, sarà che la musica lo ha rapito, fatto sta che Jared si fa vedere sempre più di rado sullo schermo e sempre più spesso sul palco, anche se quest’anno ha trovato il tempo di pubblicare il quarto disco (un successone) e di girare pure un film tosto come Dallas Buyers Club, dove fa il trans sieropositivo.

Da una rockstar ci si aspetterebbe sesso-droga-e-rock’n’roll, giusto? Ma Leto è un fervente vegano, perciò la torta è rigorosamente senza burro, né uova, né latte. Ok, passiamo direttamente allo spumante. HAPPY BIRTHDAY JARED!

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Giovane, carina e disoccupata (sta a voi trovare l'intruso). E' la prova vivente che conoscere a memoria Dirty Dancing non esclude conoscere a memoria Kill Bill, tutti e due i Volumi. Tanto che sulla vendetta di Tarantino ci ha scritto la tesi (110 e lode). Alla laurea in Scienze della Comunicazione seguono due master in traduzione per il cinema. Lettrice appassionata e spettatrice incallita: toglietele tutto ma non il cinematografo. E le serie tv. Fra le esperienze lavorative, 6 anni da assistente alla regia in fiction e serie per la televisione (avete presente la Guzzantina in Boris?). Sul set ha imparato che seguire gli attori è come fare la babysitter. Ma se le capita fra le mani Ryan Gosling...