Il film di Thomas Cailley, The Animal Kingdom (leggi qui la recensione), è un’innovazione percettiva ed emotiva nel genere della fantascienza. Il film si apre con l’apparenza di un giorno come tanti altri. Emile (Paul Kircher) sta andando con suo padre, Francois (Romain Duris), a trovare sua madre, che si trova in un centro medico. Lungo la strada, vengono interrotti dalle gesta di uno strano ibrido, un uomo alato, che semina il caos. Tuttavia, questo non sembra essere considerato un evento anomalo né dal padre né dal figlio. Al centro c’è un altro ibrido particolare.
Presto scopriamo che le mutazioni sono causate da una malattia che sfugge alla comprensione medica e scientifica. Di conseguenza, coloro che ne sono affetti e che stanno subendo la trasformazione vengono portati via e rinchiusi in centri di segregazione. La madre di Emile, Lana, è stata rinchiusa per lo stesso motivo. Il medico li informa che lei e gli altri ibridi saranno trasferiti in un altro centro, il che richiederà loro di trasferirsi. Emile e suo padre arrivano così nella nuova sistemazione, una residenza temporanea per due mesi. Si trova in una piccola città nascosta in mezzo a una fitta e imponente foresta.
La prima notte stessa, c’è un forte temporale. La mattina dopo, si svegliano nel caos e scoprono che è in corso un’operazione di polizia. Un albero è caduto sulla strada e l’autobus che trasportava gli ibridi è uscito di strada. Questo ha portato alla scomparsa della maggior parte di loro e la polizia si è messa alla loro ricerca. Francois riceve poi rassicurazioni da un’assistente di polizia, Julia (Adele Exarchopoulos), che gli dice che i poliziotti faranno del loro meglio per rintracciare sua moglie. Ma lui decide di condurre la ricerca da solo.
Padre e figlio guidano così per chilometri e chilometri durante la notte, chiamando Lana. Francois mette la canzone speciale che ha unito lui e la moglie, sperando che lei si avvicini a loro. La ricerca non ha però esito positivo. Tuttavia, il padre continua a cercare, appendendo vestiti fuori dalla sua casa, fervidamente ottimista che lei sarà attratta da loro dal suo olfatto ipersensibile. A scuola, intanto, Emile è romanticamente attratto da Nina (Billie Blain). Tuttavia, scopre con orrore che lui stesso sta sviluppando le caratteristiche di un ibrido: la sua colonna vertebrale si sta affilando e il suo olfatto sta diventando sempre più acuto.

Deve tagliare costantemente le unghie che crescono rapidamente e i denti gli stanno cadendo. Cerca di tenere segreta a tutti, compreso suo padre, la natura del cambiamento del suo fisico. La città sembra intanto dividersi nettamente in due fazioni opposte, a seconda che siano favorevoli o contrarie agli ibridi. Ci sono quelli che indossano con orgoglio e aggressività il mantello dei cacciatori e alcune anime caritatevoli disposte ad ascoltarli con empatia e sincera attenzione. Emile è naturalmente diffidente nei confronti dell’idea di essere arrestato come uno degli ibridi emergenti in fase di trasformazione.
Una mattina, dopo che lui e suo padre hanno cercato Lana, Emile si imbatte però in un uomo alato che aveva incontrato in precedenza. C’è anche un ragazzo camaleontico che si nasconde. A parte un graffio sanguinante, Emile riesce a scappare. Man mano che le caratteristiche ibride di Emile crescono, lui continua a tornare dall’uomo alato, che si fa chiamare Fix. Emile lo aiuta nel suo viaggio verso il volo. Ben presto, però, Francois scopre lo stato di mutazione di suo figlio. Lo affronta e gli ordina di attenersi alla routine per non destare sospetti. Anche se all’inizio Emile cerca di rispettare la routine, finisce per scappare nella foresta.
La spiegazione del finale del film The Animal Kingdom
Alla festa di mezza estate, si mette con Nina, che sembra trovare piacere nella sua ibridità, ma un compagno di classe ficcanaso cerca di intimidire Emile. Lui di risposta lo attacca e fugge dalla scena. L’intera macchina della polizia cerca allora di inseguirlo, ma Fix piomba sui campi, cercando di distrarre l’inseguimento in corso. Alla fine, viene però abbattuto. In seguito, Emile si sveglia in una caverna, dove incontra sua madre mutata. Si fa poi strada attraverso le profondità della natura selvaggia, dove incontra ogni tipo di ibrido.

Il suo vagabondare viene bruscamente interrotto da un intervento militare e viene arrestato. L’ufficiale che lo interroga si rende conto che è un ibrido, ma François porta rapidamente Emile in macchina. Emile pensa che suo padre lo stia portando in un centro. Tuttavia, alla fine, François lo lascia ai margini della foresta, insistendo affinché se ne vada e si crei una propria esistenza secondo i propri termini, senza alcuna imposizione. François è infatti consapevole che suo figlio può prosperare come è, solo se lasciato in pace.
Il film ha un fascino chiaro e diretto. Non usa mezzi termini per arrivare al punto e sceglie di spiegare tutto allo spettatore in termini inequivocabili. Alcuni potrebbero definire il suo fascino poco sottile nell’intonazione, ma è pieno di urgenza e di un appello proattivo all’amicizia e all’unione, mettendo da parte i pregiudizi e le differenze. L’attenzione è rivolta all’umanizzazione degli “altri”, rappresentandoli in una luce empatica e calorosa e compensando l’ostilità e il disgusto come reazioni immediate a qualcosa che non è personalmente identificabile o dotato di una serie di caratteristiche diverse dalle nostre.
La maggior parte delle persone si riferisce agli ibridi come “creature” o “mostri”, con un’inclinazione inequivocabilmente dispregiativa, arrivando persino a mobilitarsi per eliminarli completamente. Sebbene siano proprio coloro i cui cari sono stati colpiti dalla malattia a invocare questo obiettivo, traspare il desiderio di una comunità compassionevole e cooperativa tra il “pastore” e il “lupo”. Il film sostiene quindi la necessità di un equilibrio equo tra loro come necessario per il benessere collettivo e per il futuro.
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