Durante una nuova intervista, ad Alfonso Cuaron, regista di Gravity (recensione), è stato chiesto se la Warner Bros, considerando il budget fissato per la produzione del film (più di 100 milioni di dollari), avesse preteso qualche cambiamento nella sceneggiatura.

 
 

A dir la verità no, la Warner non ha preteso niente. Ma questo perchè noi siamo stati molto chiari. Volevamo quel film. Quella storia. Quelle scene. Volevamo quella storia d’amore e i flashback di ciò che successe prima. Sinceramente non so come abbiano fatto, sono stati fin troppo clementi, considerando non solo la cifra messa a disposizione bensì il fatto che per mesi non poterono vedere niente. E non per un mio capriccio, ma semplicemente perchè ci volle molto tempo per mettere insieme le riprese.

“C’era solo un po’ di nervosismo” prosegue Cuaron “credo sia normale. Ogni tanto venivano fuori con frasi del tipo -sicuro di non aver bisogno di questo? Non ci vuole più azione?- E’ come se, oltre che i due protagonisti, anche noi tutti insieme avessimo fatto un salto nel buio.”

I premi Oscar Sandra Bullock (“The Blind Side,” “Ricatto d’amore”) e George Clooney (“Tra le nuvole”, “Syriana”) sono i protagonisti di “Gravity”, un thriller mozzafiato che trascina il pubblico alla deriva nello spazio profondo, diretto dal candidato all’Oscar® Alfonso Cuarón (“I figli degli uomini”).

Gravity, il film

Il film si basa su una sceneggiatura scritta da Alfonso Cuarón, Jonás Cuarón, Rodrigo Garcia, mentre la fotografia è curata da Emmanuel Lubezki, che ha condotto un lavoro maniacale sulle numerose sequenze realizzate completamente i CGI e riprese con la tecnologia stereoscopica. Gravity uscirà in America e in Italia, in 3D, il prossimo 4 ottobre.

Trama: Sandra Bullock interpreta la dottoressa Ryan Stone, un brillante ingegnere medico alla sua prima missione sullo Shuttle, mentre Matt Kowalsky (George Clooney) è un astronauta veterano al comando della sua ultima missione prima del ritiro. Durante quella che sembra una passeggiata nello spazio di routine, ecco che accade il terribile incidente. Lo Shuttle viene distrutto e  Stone e Kovalsky rimangono a volteggiare nella più totale oscurità completamente soli e attaccati l’uno all’altra. Il silenzio assordante è la conferma della perdita definitiva di ogni contatto con la Terra e, con esso, ogni speranza di essere salvati. La paura si trasforma in panico e ogni boccata d’aria consuma il poco ossigeno rimasto. Ma l’unica strada verso casa potrebbe essere quella di spingersi ancora più lontano, nella terrificante distesa dello spazio.