Cosa può mai accomunare un film di fantascienza quale War for the Planet of the Apes ad un film come Boyhood di Richard Linklater, la cui genesi lunga 12 anni lo rende una pellicola decisamente anti convenzionale?

 

La risposta ce la suggerisce Andy Serkis che, in occasione dei sei anni dalla sua prima apparizione nella serie, non ha potuto che creare un parallelismo fra la crescita di Caesar e le sue scimmie e quella del piccolo Mason nel film di Linklater.

Ecco quanto dichiarato da Serkis:

andy serkis“È interessante perché l’altro giorno stavamo vedendo alcune immagini, vecchie foto di Rise of the Planet of the Apes e notavamo quanto eravamo giovani e come i nostri corpi ed ora siamo tutti piegati e fuori forma. È una sorta di Boyhood nella giungla. Una specie di Apehood. Ci sono dei momenti che ci portano indietro all’inizio. Grandi momenti che abbiamo interpretato e che ci riportano al punto in cui tutto è iniziato.”

Ecco la sinossi: In War for the Planet of the Apes, il terzo capitolo del franchise di blockbuster acclamato dal pubblico, Caesar e le sue scimmie sono forzati a intraprendere un conflitto mortale contro un’armata di uomini guidati dal Colonnello, una persona senza scrupoli. Dopo che le scimmie hanno affrontato terribili perdite, Caesar combatte con il suo istinto più oscuro e intraprende la sua solitaria e mitica impresa per vendicare la sua specie. Quando il suo viaggio lo porta faccia a faccia con il Colonnello, i due sono costretti a combattersi in una battaglia epica che determinerà il fato di entrambe la specie e il futuro del pianeta.

Woody Harrelson villain in War for the Planet of the Apes

Trattandosi di un sequel, dovremmo già sapere quale sarà l’esito della battaglia, ma chiaramente sarà interessante vedere in che termini si sceglierà di raccontare questa guerra primordiale.

Confermati nella produzione, per ora, ci sono il regista Matt Reeves e i protagonisti, Andy Serkis nei panni di Caesar e Woody Harrelson in quelli del Colonnello.

Il film è atteso al cinema per il 14 luglio 2017.

Fonte: Screenrant