A quiet place: un posto tranquillo

A Quiet Place 2 arriverà nelle sale americane il prossimo 20 marzo, mentre in Italia uscirà “soltanto” il 16 aprile. Eppure, nonostante il film non sia ancora arrivato al cinema, John Krasinski ha rivelato di avere già alcune idee per un ipotetico terzo capitolo. A rivelarlo è stato lo stesso regista e sceneggiatore in una recente intervista con Collider.

 

Krasinski ha spiegato di aver avuto delle idee per un terzo film già durante la lavorazione di A Quiet Place 2: “È interessante. Quando ho girato il primo film non avevo mai pensato ad un prosieguo. Invece, quando ho girato il secondo film, mi sono fatto una serie di domande su un possibile terzo capitolo”, ha dichiarato l’attore.

John Krasinski ha poi dichiarato di aver preso nota di tutte queste idee nate durante la lavorazione di A Quiet Place 2, nel caso un terzo episodio gli venisse ufficialmente commissionato. L’attore ha anche rivelato di considerare una trilogia come la naturale progressione della storia alla base dell’universo che ha creato: secondo Krasinski, un terzo film potrebbe essere la naturale conclusione del franchise.

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A Quiet Place 2 arriverà nelle sale americane il 20 marzo 2020. In Italia uscirà invece il 16 aprile. Le vicende del primo capitolo seguivano il viaggio di una famiglia costretta a vivere nel silenzio per non cadere vittima di misteriose creature che vengono attirate dai suoni. Consapevoli che ogni minimo sussurro, ogni minimo passo, significa la morte, Evelyn (Emily Blunt) e Lee (John Krasinski) sono determinate a trovare un modo per proteggere i loro figli mentre tentano disperatamente di contrattaccare.

John Krasinski ha spiegato che il sequel affronterà le stesse tematiche del suo predecessore: “Amo l’idea del primo film, in cui il mio personaggio e quello di Emily combattono contro il desiderio di sopravvivere e la voglia di vivere. Tutto quello che il mio personaggio voleva era sopravvivere. Il suo personaggio invece diceva: ‘Non è abbastanza. Dobbiamo vivere. Dobbiamo permettere a questi ragazzi di vivere come esseri umani’. Dopo la mia morte, ho amato vedere Emily combattere con tutto questo, con l’idea che la sopravvivenza sia forse l’unico modo per affrontare le cose. Forse quella voglia di vivere era davvero troppo pericolosa…”