Il nuovo film animato sportivo Goat – Sogna in grande non è soltanto una storia di competizione e sogni da realizzare. Secondo la protagonista Gabrielle Union e il regista Tyree Dillihay, il lungometraggio porta con sé un messaggio profondo su chi scegliamo di considerare eroi e su come lo sport possa ridefinire le aspettative culturali.
La trama segue un giovane capretto, Will (doppiato da Caleb McLaughlin), che ottiene l’opportunità di giocare a roarball, sport immaginario che mescola diverse discipline, con atleti professionisti di ogni specie animale. In una scena chiave, Will definisce la sua idol Jett – interpretata da Union – “the GOAT”, sottolineando l’ammirazione di un ragazzo per una campionessa donna.
Un messaggio sulla normalizzazione dei modelli femminili
Union ha collegato il momento alla propria esperienza personale, raccontando come sua figlia ammiri stelle del basket femminile come Angel Reese. Secondo l’attrice, oggi è sempre più normale vedere bambini – maschi e femmine – ispirarsi ad atlete, ma questa realtà non è ancora pienamente rappresentata nella cultura pop.
Il film vuole proprio portare sul grande schermo questa normalizzazione: l’idea che gli eroi non debbano necessariamente rientrare nei modelli maschili tradizionali. Un messaggio che assume ancora più peso considerando che, secondo studi dell’USC Annenberg Inclusion Initiative, le donne rappresentano ancora solo circa un terzo dei ruoli parlanti nei grandi film.
Il regista Dillihay ha spiegato che la scelta di creare una lega sportiva in cui maschi e femmine siano fisicamente allo stesso livello è stata deliberata. Il riferimento alla crescita della WNBA negli ultimi anni e all’esplosione del basket femminile serve a contestualizzare il film in un momento culturale preciso, in cui le nuove generazioni stanno ridefinendo il concetto stesso di icona sportiva.
In un panorama dominato storicamente da film sportivi centrati su figure maschili, GOAT punta a raccontare un modello diverso, senza proclami rivoluzionari ma attraverso la normalità del racconto. Per Union e Dillihay, l’obiettivo non è presentare l’idea come straordinaria, ma come naturale.
Il film ha debuttato con un buon punteggio su Rotten Tomatoes e, grazie alla sua unicità nel genere in questo weekend al box office, potrebbe raggiungere un pubblico ampio, soprattutto tra i più giovani.
