Il successo della saga di Terrifier ha cambiato radicalmente il modo in cui l’horror estremo viene percepito dal grande pubblico, e secondo Eli Roth è stato proprio questo cambiamento a rendere possibile il film più “folle e disturbante” della sua carriera: Ice Cream Man.
In un’intervista rilasciata a ScreenRant in occasione dell’uscita in 4K Steelbook di Cabin Fever, Roth ha riflettuto su come il pubblico contemporaneo sia oggi molto più ricettivo verso un livello di violenza grafica che, fino a pochi anni fa, sarebbe stato considerato inaccettabile per il circuito mainstream. Un’evoluzione che la saga di Terrifier incarna in modo emblematico: il primo film, uscito nel 2016 con un budget irrisorio, aveva avuto una distribuzione limitata, mentre Terrifier 2 e soprattutto Terrifier 3 hanno dimostrato che anche l’horror estremo può diventare un evento cinematografico di massa.
Secondo Roth, non è cambiato il contenuto dei film, ma lo sguardo degli spettatori. La tolleranza – e in alcuni casi il desiderio – per esperienze più radicali è cresciuta, spingendo l’industria a rivedere confini che sembravano invalicabili. Un processo che il regista conosce bene: già ai tempi di Hostel, racconta, gli studios temevano che un’eccessiva violenza potesse danneggiare l’immagine del marchio, arrivando perfino a rifiutare la distribuzione del film.
È proprio osservando il percorso di Terrifier che Roth ha capito come oggi sia possibile aggirare molti dei filtri tradizionali: distribuzione indipendente, rapporto diretto con le sale e un pubblico disposto a cercare esperienze che non possono essere replicate sul piccolo schermo. L’horror, sottolinea il regista, è uno dei pochi generi in cui l’esperienza in sala resta insostituibile: l’adrenalina, la reazione collettiva, il disagio condiviso.
Ice Cream Man, progetto che Roth aveva in mente da oltre vent’anni, nasce esattamente da questa nuova libertà creativa. Ambientato in una cittadina apparentemente tranquilla, il film racconta il caos che si scatena quando un misterioso venditore di gelati trasforma i bambini in creature violente. Un’idea che, per anni, era stata giudicata “troppo folle” per essere realizzata, ma che oggi trova finalmente il contesto giusto.
Il film è atteso nelle sale nel 2026, e promette di essere il lavoro più estremo e personale mai realizzato dal regista.
