Negli ultimi anni Sydney Sweeney si è imposta come una delle giovani attrici più determinate nel tentativo di diventare una vera movie star. Dopo l’esplosione di popolarità con Euphoria, l’attrice ha costruito con metodo la propria carriera cinematografica, alternando ruoli diversi, avviando progetti come produttrice e stringendo partnership commerciali che hanno contribuito ad amplificarne l’esposizione mediatica, non sempre senza conseguenze.
Il 2025 è stato un anno complesso: alcune campagne pubblicitarie e polemiche social hanno acceso il dibattito attorno alla sua immagine pubblica, portando qualcuno a collegare queste controversie alle difficoltà al box office di titoli come Americana e Christy. Ma il tempo ha dimostrato che quelle letture erano affrettate. L’anno di Sweeney si è infatti chiuso con un successo netto e difficilmente contestabile.
Il successo di The Housemaid e l’annuncio del sequel
The Housemaid, thriller diretto da Paul Feig e interpretato da Sweeney insieme a Amanda Seyfried, si è rivelato un vero trionfo commerciale. Con oltre 247 milioni di dollari incassati nel mondo, il film è diventato il maggiore successo cinematografico della carriera di Sweeney come protagonista, superando anche Anyone But You.
Il risultato ha convinto lo studio a puntare immediatamente sul futuro del franchise: The Housemaid’s Secret, adattamento del secondo romanzo della saga di Freida McFadden, è già stato ufficialmente approvato e dovrebbe entrare in produzione entro l’anno. Un segnale chiaro della fiducia riposta nel progetto — e nella sua protagonista.
Il primo vero sequel e la sfida dell’immagine pubblica
The Housemaid 2 segnerà un passaggio inedito per Sydney Sweeney: sarà la prima volta che tornerà a vestire lo stesso ruolo in un sequel cinematografico. E non sarà un ritorno semplice. Se nel primo film Millie Calloway veniva inizialmente costruita attorno a un’immagine seduttiva e ambigua, il colpo di scena finale la rivelava come una figura ben diversa: una donna pronta a usare la violenza per difendere altre donne da uomini abusanti.
Nel sequel, Sweeney dovrà reggere il peso di questa trasformazione senza il supporto narrativo di Amanda Seyfried, il cui ritorno non è stato annunciato. Gran parte del successo di The Housemaid’s Secret dipenderà da quanto il pubblico avrà apprezzato quella svolta e da quanto sarà disposto a seguire Millie in una nuova veste, più oscura e radicale.
Se il film funzionerà, potrebbe inaugurare una nuova traiettoria per l’attrice: quella di una femme fatale eroica, capace di ribaltare lo sguardo superficiale che spesso ha accompagnato la sua carriera. In caso contrario, The Housemaid 2 rischia di diventare un momento di ridefinizione forzata del suo star system.
